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Jesse Terry di Ableton ci parla di Live, Push, e del futuro

Oltre il Limite

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Dopo la sua presentazione nel 2001, Ableton Live è divenuto rapidamente in una delle principali forze nel mondo della produzione di software musicali. Mentre molti dei suoi maggiori competitori erano zavorrati da problemi di transizione e aggiornamento, nel tentativo di integrare nuove tecnologie e vecchi codici, Live era del tutto nuovo. Offriva un approccio fresco che combinava il lancio di clip real-time con registrazione e mixaggio, e dava ai musicisti un potentissimo strumento per lavorare.

Oggi, tra le varie versioni di Live disponibili, contando sia la completa che la “lite”, ci sono circa 1.5 milioni di utenti Live in tutto il mondo. Nel 2013, la compagnia ha rilasciato Push, uno strumento 'pad-view' che non offre solamente triggering di clip in 'Session-View-style', ma conquista anche un nuovo modo di intendere accordi e note. In aggiunta c'è una ricca varietà di triggering di batteria e modalità di sequencing, e una perfetta integrazione con Live, per ottenere un potente nuovo prodotto.

Audiofanzine ha parlato con il manager di Push e co-designer, Jesse Terry, per capire come Ableton immagina l'aggiunta di Push, e più in generale il nuovo sviluppo di Live, dei suoi competitor, e molto altro.

Come il progetto Push è diventato realtà? Quale è stato lo spunto?

Bella domanda. Tutto è partito da un drum controller per Live - stavamo lavorando a un controller Pad 4X4, per gestire tutto quello che si può voler fare con percussioni e batteria. Mano a mano che ci addentravamo nel progetto, ho parlato molto con Gerhard, il nostro CEO, e lui era l'unico che sosteneva che il controller non dovesse gestire solamente le batterie, ma anche melodia e armonia. Avevamo dunque un obiettivo : uno strumento che lavorasse in tutte le fasi in tutti gli aspetti della creazione, che mi sembrava divertente, e alla fine ne è venuto fuori Push.

Jesse Terry

Sono le funzionalità 'instrument' e 'drum' a differenziarlo dagli altri controller grid-style per Live?

Si, ma ci sono un sacco di strumenti concentrati sulle funzionalità di clip-launching, che è un aspetto molto importante della performance. Ma non c'è nulla che suoni davvero le note allo stesso modo. Abbiamo lavorato molto per trovare quella che doveva essere la dimensione giusta dei tasti. .

Che sono più piccoli di un MPC?

Si, giusto. Sono più piccoli di un MPC, più grandi di un [Novation] Launchpad. Ci siamo fatti ispirare dalla tastiera del pianoforte e con i nostri calibri abbiamo cercato di prendere le giuste misure, cercando di capire cosa si potesse fare con un dito e cosa con due. La dimensione, il disegno, e la sensibilità del controller erano molto importanti per noi. Questo è probabilmente il prim controller 64-pad sensibile a velocità e dinamica.

A proposito di Live, lo consideri più una DAW o uno strumento musicale vero e proprio?

Live in sé, direi che è una DAW, credo, perché è lì che produco la mia musica.

Ma combinato con Push lo considereresti più uno strumento?

Sì, ci sono persone che lo usano in maniera molto differente dalla mia, che lo usano sui palchi, e che dunque lo considerano già di per sé uno strumento, molto più di me che lo tengo sempre in studio. Dipende da come sei fatto. Push e Live combinati, comunque, sono il mio strumento.

Consideri la Maschine della Native Instruments come un competitor o come uno strumento complementare di Push?


C'è sicuramente una sovrapposizione nelle loro caratteristiche. Se Maschine è più orientata a pattern ritmici. Push ha anche l'aspetto melodico e armonico, cose che Maschine non ha. Penso che Maschine sia un prodotto meraviglioso; io lo uso insieme a Push. Lo trovo abbastanza divertente, e credo che Native Instruments faccia un eccellente lavoro sul sound design, in particolare. Ma credo che sia una cosa differente. Con Live e Push hai anche la possibilità di registrare le voci e fare le stesse cose. Di sicuro c'è una sovrapposizione nelle caratteristiche, ma sono abbastanza differenti sotto diversi aspetti. Forse sono l'unico, ma io ho visto un sacco di persone usarli entrambi in maniere differenti.

Ci sono delle caratteristiche che vedi nei tuoi competitor, che ti piacerebbero vedere integrate in Push e Live?

Assolutamente. E un lavoro continuo sia con Push che con Live, abbiamo moltissime idee, e ci sono moltissime cose che vorremmo aggiungere in tempo per la release, ma dobbiamo tracciare una linea nella sabbia, altrimenti non uscirebbe mai. Credo ci siano moltissime aspettative su Push, e lo stesso accade per Live. Di certo, vediamo quello che fanno gli altri, ma non è il nostro modo di porgettare. Quando progettiamo nuove feature o miglioramenti, lo facciamo pensando all'utente e ai suoi problemi, e quando lo facciamo, proviamo a farlo ripartendo da zero. Tutti quanti utilizzano differenti software, e vediamo in che maniera questi lavorano, forse siamo influenzati da questo, ma ogni volta che progettiamo, dobbiamo ripartire dalle fondamenta..

CI sono nuove caratteristiche che ti piacerebbe vedere nelle future versioni di Live?

Sì, potrei farti la lista di un migliaio di cose che potrebbero essere migliorate. Sono un assiduo utente. Lo uso ogni giorno, così mi rendo conto di milioni di  cose che mi piacerebbe ritoccare, ma la mia opinione non è quella del milione di altri utenti là fuori, dobbiamo così bilanciare la nostra opinione con quella di tutti gli utenti là fuori e chiederci quale sia la migliore soluzione per loro.  Ed  una cosa sulla quale passiamo gran parte del nostro tempo. Probabilmente passiamo lo stesso tempo ad eliminare caratteristiche inutili e ad aggiungerne. come il menu Preferences, o cose del genere, non è per noi così scontato aggiungere caratteristiche dato che ci piacerebbe ridurre complessità per rendere il lavoro più facile, e questo non si raggiunge aggiungndo semplicemente nuove feature. 

Quanto pesa Ableton sul feedback degli utenti, e cosa stanno dicendo sui forum e sulla rete in genere in termini di ipotetici aggiornamenti futuri? 

La situazione è abbastanza equilibrata, ma la nostra compagnia dà davvero molta importanza al testing utente. Abbiamo una serie di laboratori dove facciamo sedere la gente e ci mettiamo lì tranquilli ad osservare- o da sopra le loro spalle, o via web-cam - cercando di capire quali siano i problemi in cui si imbattono. SIamo costantemente presi in un processo di rivalutazione dell'esistente, e anche alle prese con nuove idee. Direi che la situazione  in equilibrio tra  le caratteristiche più galvanizzanti, come l' audio-to-MIDI features di Live 9 — che era qualcosa che gli utenti non chiedevano davvero ma che sono stati poi entusiasti di trovare nel software — e cose come miglioramenti alle compressioni e EQ. Negli ultimi tempi ci siamo concentrati sul migliorare ciò che già esisteva. E' una questione di equilibrio.  

Dato che Live ha così poche finestre (una delle caratteristiche migliori), sarà anche difficile trovare spazio per nuove feature?

E' una limitazione, e in un certo senso le limitazioni sono ciò che ti aiutano a fare musica. Un sacco di classiche drum machine sono macchine non troppo performanti, se ci pensi bene. Per esempio, l' [E-Mu] SP-1200, dal quale  venuto fuori il più grande hip- hop di sempre,  aveva solo una piccola quantità di memoria. Quelle limitazione è stata fondamentale per produrre grandissima musica.

Com funziona il testing da parte dell'utente? 

CI sono una serie di metodi differenti, A volte buttiamo dei prototipi su carta o gli mettiamo alcune figure davanti  e chiediamo, a cosa serve questo tasto, e come lo disegniamo? A volte poniamo questioni molto specifiche, il nome dei tasti su Push per esempio. Facciamo dei test A/B, un nome contro l'altro,  e cerchiamo di capire quale sia la strada migliore da percorrere. Oppure, ci sediamo a guardare la gente che compone e cerchiamo di capire cosa vorrebbero in base alle loro lamentele. SI ottengono ottimi risultati quando metti un prototipo limitato di fronte a qualcuno e stai li ad aspettare i  problemi che saltano fuori. Puoi rimanere ore a parlare di teoria e non arrivare a nulla. Potresti scoprire che sbagliavi sin dall'inizio se ti affidi al punto di vista di qualcun altro. Che è proprio il metodo con il quale abbiamo creato Push. Abbiamo costruito una specie di controller Frankenstein con i Lego attaccati a tasti MIDI, così ci siamo ingegnati a spostarli qua e là, con delle piccole etichette con delle parole che si appiccicavano, di modo da poter cambiare il layout. Abbiamo fatto così a ripetizione di modo da poter arrivare al risultato di oggi.

Terry tiene i resti di un prototipo, tra Lego e tasti MIDI intercambiabili, utilizzato da Ableton per il test utenti durante i primi passaggi dello sviluppo di Push.

I tasti sono funzionali?

Sì. A questo punto stiamo diventando un po' più high-tech riguardo ai prototipi. Utilizzando stampanti 3D o tecnologia simile, puoi fare un sacco di cose.

Non pensi mai a caratteristiche di condivisione del lavoro in Live, di modo che le persone possano lavorare insieme, a progetti differenti da differenti location? 

Sì, ci abbiamo pensato molto, e oltre a pensarci abbiamo anche lavorato su qualcosa che vada in quella direzione—era in quel periodo in cui uscivano novità come Dropbox. Quello che abbiamo notato è che, in realtà, la gente utilizzava queste funzioni prima che noi le implementassimo in alcun modo all'interno del programma. Stiamo lì a guardare quello che succede. Penso che esistano già molti ottimi prodotti per la collaborazione in Live, software third-party.

Collaborazione Real-time?

Non proprio. Esistono cose tipo, "Lavoro a un [Live] Set, tu lavori a un Set," e i cambiamenti vengono aggiornati.

Forse la latenza è ancora un problema troppo grosso per come è pensata la collaborazione in real-time?

Sì, certamente. C'è il problema della latenza. Questo è il problema principale, credo. Se qualcuno controlla il tuo set da Londra, potrai incappare in problemi. Le persone cercano di aggirare il problema in vario modo. Ma sarebbe interessante vedere cosa succederà una volta che la velocita aumenterà, come già sta succedendo.

Credi che Max for Live sarebbe più ricco e potente se fosse anche integrato in altre DAW?

Domanda interessante. Di certo avremmo una base utenti più ampia con nuove idee differenti. Ma so che il lavoro richiesto per fare in modo che Max for Live lavori come fa con Live non è un problema da poco. Non so se avrebbe senso per le altre compagnie. Noi abbiamo un rapporto di lungo termine con Cycling '74, e i nostri fondatori sono buoni amici e alcuni dei primi passi in Live sono stati fatti con Max. Puoi anche scaricarli ora. C'è una patch di Max patch che era una antichissima versione delle Session View, sul sito di Robert Henke (è uno dei primi fondatori di Ableton).

Terry sees "new and exciting" features Live's future.

Un sacco di  DAW sono state integrate con Melodyne. Non avete mai pensato di fare la stessa cosa con Live?

Bhé, di certo eravamo impressionati da Melodyne. Ai tempi di Live 8, ci giochicchiavo. Era interessante. E poi, nell'usarlo, ho realizzato che quello mi piaceva di più era la possibilità di avere i dati MIDI — esportando MIDI. Quello che hanno fatto è spettacolare, ma per me, i suoni artificiosi dei cambiamenti di note in real time non sono sempre quello che desideravo. Quello che mi trovavo spesso a ricercare erano il ritmo o le note. E questo è ciò che ho fatto con la funzione audio-to-MIDI in Live 9. Puoi estrarre armonie o melodie, o puoi estrarre la ritmica su rullante, hi-hat, e casa. Queste saranno tutte messe al posto giusto  per convertire un file audio in MIDI.

Quali sono i piani per il futuro di Live?

Ci sono molti, molti progetti, di certo. Senza svelare troppo, direi che continueremo sulla strada della riparazione degli errori e dell'ergonomia del prodotto. Questa è davvero la migliore cosa da fare per rendere tanto facile quanto possibile, scrivere grande musica. Ri-equilibreremo il tutto con l'aggiunta di nuovo materiale, e questa è davvero la strada migliore. Cosa sia questo nuovo materiale non posso svelarlo, ma c'è un sacco di roba in arrivo.

 

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