U-He Hive
U-He Hive

Sintetizzatore subtractive virtuale

User Reviews: Scrivi una recensione Prezzo al pubblico US: $149
Audiofanzine's review:

Recensione U-He Hive Virtual Synth

Hive: Attenzione, Punge!

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2015 Best Product Award

Hive, "l'alveare", è l'ultima uscita di u-he. Non troverete la precisione di Diva o la ricchezza di Zebra 2, e neppure la modularità di Bazille o Ace. No. Hive ha dalla sua la semplicità, è facile da usare e genera suoni ricchi e completi. Missione compiuta?

U-He Hive

Fondato da Urs Heckmann molti anni fa, nel 2001 per essere precisi, U-He è indubitabilmente tra le case sviluppatrici di software musicali quella che ha guadagnato più reputazione sulla rete. Questo per molti motivi, inclusa l'attenzione personale e l'interazione del fondatore con gli utenti in rete. Una differenza netta rispetto alle pratiche di certi brand che fanno attenzione solamente alla carta di credito dei propri clienti. Ma non fraintendetemi, non si tratta di una setta di devoti come succede a certi altri marchi. In più, i suoi prodotti non sarebbero così vincenti in un mercato così competitivo se le sue produzioni non facessero tutto questo rumore ogni volta che ne esce una. Il fatto che l'impresa nasca come avventura di un singolo ed ora sia costituita da un team ultra-specializzato prova proprio questa tesi. Heckmann si è circondato di un sacco di sviluppatori, incluso Sascha Eversmeier e Howard Scarr. Sascha dovrebbe suscitare eccellenti ricordi ai più vecchi tra di voi dato il suo coinvolgimento nei, gratis ma nondimeno eccellenti, plugin digitalfishphones. Alo stesso modo, Howard non dovrebbe essere estraneo ai fan di film, musica e sound design: ha messo il nome su molti preset Access Virus e ha programmato suoni per Hans Zimmer in film come The Dark Night e  Inception. Tra parentesi, Batman ha ispirato la produzione di una versione speciale di Zebra e di una libreria dedicata, la Dark Zebra/ZebraHZ.

Per coloro che non possono fare a meno di Uhbik, Satin e Presswerk o di synth come Ace, Zebra e Diva, la casa produttrice ha sempre offerto soluzioni e approcci originali. Il loro suono è sempre molto buono ( spesso al prezzo di un carico CPU elevato) e la complessità implicita è, il più delle volte, impercebile, grazie ai grandi sforzi impiegati per l'usabilità e la GUI (Heckmann era un designer industriale, il che può dare una mano).

Insomma, non si possono chiudere gli occhi quando u-he annuncia un nuovo prodotto mettendo in risalto la facilita d'uso, il basso carico di CPU utilizzato e suoni belli "fat". Diamogli un'occhiata. 

Un'introduzione

Il software synth è disponibile sul sito u-he. E', naturalmente, compatibile con Windows (XP, Vista, 7, and 8) e Mac (OS 10.5 e successivir). Ci sono versioni da 32 e 64 bit in formato AU, VST2 e AAX (Pro Tools 10 o successivi). Non esiste una versione autonoma, cosa che abbiamo già criticato ai tempi di Diva.

Test System

MacPro Xeon 3.2 GHz
Mac OS 10.10.3
u-he Hive 1.0.0
Logic Pro X 10.1.1

Se si compre prima della release ufficiale, si potrà beneficiare di uno speciale prezzo di vendita di 109 euro (per la versione Release Candidate, che è, in teoria, identica alla definitiva). Altrimenti, Il prezzo standard è di $149, IVA inclusa (al momento della stesura di questo articolo).

L'installazione e l'autorizzazione la si fa in un soffio, serve soltanto uno username e il serial number che potete trovare sulla confezione. Questo permette di installarlo su diversi computer senza il bisogno di un cavetto USB o di procedure challenge/response limitate a un dato numero di unità. In questo caso, il "dato numero" indica un numero illimitato di computer, sia MAC che PC. Sarebbe bello se tutti i produttori di plug-in fossero così generosi.

Architettura Semplificata

U-He Hive

Con Hive, u-he va verso la semplicità (ma non la semplificazione), l'usabilità e il suono. Non ci sono finestre molteplici, nessun sottomenù qua e là, solo uno switch per passare dall'interfaccia tastiera alle due modulazioni di sezione e il display centrale che passa da Arp & Seq alla modalità Effects. Tutto il resto è proprio di fronte ai nostri occhi, facilmente accessibile col mouse (o un controller; il MIDI Learn è abbastanza veloce e facile da usare tramite la ruota dentata nell'angolo destro superiore).

Hive può lavorare in differenti modalità: Poly, Mono, Legato, o Duo (priorità alle note basse) e regala fino a 16 voci polifoniche. Il synth disposto a specchio, destra e sinistra, nel display centrale, con due path di produzione del segnale sonoro. Ciascuno di essi parte con un oscillatore (What else?) che include diverse onde sonore: le quattro onde fondamentali più Pulse, Half e Narrow (due onde quadrate fisse), così come due tipi di rumore (bianco e rosa). Ci puoi trovare anche il solito dispositivo di tuning (coarse e fine), un modulatore di fase (random, forced resetcontinuous), Unison (fino a 6 voci), detuning, e i parametri di volume. Meno comuni sono i parametri di Pan (con i controli di ampiezza), il suboscillatore e il vibrato, costituito da un LFO preassegnato, comune sia ad oscillatori che a suboscillatori, i cui Rate and Delay sono regolabili tramite keypad dedicato nell'angolo sinistro inferiore (velocità massima 32 Hz: FM impossibile). Il suboscillatore dispone delle stesse forme d'onda dell'oscillatore principale (con la possibilità di replicare la wave dell'oscillatore principale, con funzione di tuning (per semitoni) e parametri di volume. La bella novità è che la wave Pulse può essere modulata (staticamente tramite la funzione Costant, o dinamicamente con un LFO o qualsiasi altro modulatore; ci tornerò sopra più tardi), sia sull'oscillatore principale che sul suboscillatore. Ci sono alcune feature davvero pratiche, come un tasto Solo per l'oscillatore e il suboscillatore e un menù con il setting dell'oscillatore corrispondente alle waveform tipiche, agli strumenti o ai suoni. Questo tipo di menù è presente su tutti i moduli, rendendo più facile lavorare su un generatore dinamico o su un LFO, per esempio. 

Tagliato su misura

...e poi c'è il Filter, naturalmente. Multimode, multislope e ti dà tre differenti opzioni  (chiamate Synth Engines dagli sviluppatori): Normal, Dirty e Clean. Stiamo parlando di tre tipi di filtri, con un diretto impatto sul resto del synth. L'opzione Normal è una scala self-oscillating con una risonanza non lineare (tipo filtro Moog). Il Dirty è un filtro diodo "self-oscillating"  (credo MS20). Clean è un filtro a variabilità di stato lineare non distorto, il meno impegnativo a livello di consumo di risorse dei tre.

Qui avete un esempio di un filtro sawtooth in modalità LowPass 24 (dB/oct.), con i tre filtri in ordine, uno dopo l'altro (nell'ordine indicato prima) con variazioni di Input Gain. 

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U-He Hive

Si possono chiarmente sentire le diverse possibilità offerte da ciascun Synth Engine, da un sottile filtering a una bella destrutturazione sonica (il Clean Synth Engine suona più dolce, la sua resonce è molto più violenta  di tutto il resto). Il design del filtro permette di ruotare in maniera indipendente le due sorgenti del path di segnale, così come quelle dell'altro path. In poche parole: Osc1 e SubOsc1 possono entrare nel Filt1, ma allo stesso modo anche Osc2 e SubOsc2 possono farlo, e vice versa. E' facile immaginare la ricchezza armonica del timbro che può risultare da questa operazione. Altre chicche sono un input gain (ideale per osservare le differenze tra le tre modalità), un output Volume, un KeyTrack progressivo, un proporzione di azione LFO, e una modulazione sulla generazione dell'envelope (può essere usata indistintamente sia sul primo che sul secondo path di segnale) . E non bisogna dimenticare il tasto Link, che si applica il settaggio del primo path di segnale al secondo, tenendo conto delle relative posizioni dei tasti. Ultima sorpresa è che l'output del filtro 1 può essere mandato nel filtro 2. Bello!

Tutto in movimento

U-He Hive

Per finire con i moduli di base (il livello di amplificazione globale può essere settato con un singolo knob di output), eccoci all'LFO. Dispone di controlli di Phase e Rate, diverse opzioni di restart per la fase (Sync, Single, Gate, e Random), modalità Unipolar e Bipolar tramite il tasto "+", differenti valori di velocità (per quanto riguarda le divisioni ritmiche o la durata) , e otto waveform. Come succede per i generatori dinamici di waveform classici (con quattro segmenti ADSR), uno è assegnato all'amp e l'altro al filtro (entrambi possono essere trovati sulla matrice). Ciascuno ha i suoi controlli di sensibilità e velocità. I due generatori sono abbastanza veloci ed è veramente facile riprodurre quei bei click che sono così apprezzati nel mondo analogico. La ciliegina sulla torta è che la modalità triggering dei generatori può variare: Gate, One Shot, LFO1 e LFO2 per scegliere di utilizzarli in una modalità molto tradizionale, oppure per retriggerare l'envelope da uno dei due LFO. Mica male!

Ricordate che tutto ciò di cui sto parlando, bisogna moltiplicarlo per due.

L'ultimo generatore di movimento, la matrice di modulazione, è accessibile tramite  i tasti MM1 e MM2. Ci sono 12 slot in totale. Ciascuno di essi permette di scegliere una sorgente (moduli interni, MIDI controller, funzioni) e due destinazioni con regolazioni bipolari. Il principio di scegliere le destinazioni è stato ripreso da Zebra, laddove un reticolo, all'interno del quale fare la propria scelta, compare non appena si clicca il selettore di destinazione. Per di più, si ha anche la possibilità di aggiungere un altro modulatore (tramite la funzione Via) da una lista identica a quella di sorgente. Ogni Slot ha il suo Bypass e un menù di pre-assegnazione molto pratico.

Come ho detto prima, è complesso ma non difficile.

Sezione Centrale

Proprio in mezzo al Synth c'è la sezione centrale che permette di mettere in daisy-chain fino a sette effetti nell'ordine che desideri (inoltre possono essere abilitati o disabilitati individualmente). Ci sono distorsione, delay, chorus, phaser, EQ, reverb e compressore a disposizione. La sezione di effetti può essere disattivata glabalmente). I parametri degli effetti sono stati volontariamente ridotti al minimo, ma  non c'è bosgno di dire che suonano meravigliosamente (questi ragazzi sanno quello che fanno!), anche se sarebbe stato carino avere una distorsione o un reverb da utilizzare separatamente. Nondimeno, è molto utile che questi effetti siano a disposizione internamente  - il che ancora mi porta a lamentarmi del fatto che non ci sia una versione indipendente (anche se al momento esistono un sacco di opzioni di hosting all'interno di altri software).

U-He Hive

Per aprire la sezione dedicata ad arpeggiatore e sequncer bisogna cliccare su  ARP & SEQ.Per prima cosa trovate le opzioni 'clock', con division ritmica (quarti, ottavi, sedicesimi e trentaduesimi), la sincronizzazione, i parametri Swing e Multiply (per note puntate e terzine). Inoltre l'arpeggiatore dispone di diversi parametri. Direzione (per suonare "così com'è", su, giù, combinazione su/giù, e random), Octaves (fino a quattro), Frame, (per rallentare l'arpeggio), e Order (per definire come l'arpeggiatore suona tutte le note prima di saltare l'ottava; ci sono quattro modalità). Infine, Restart ti permette di ripartire specificando il numero di note da eseguire prima di riprendere il loop (sia con numeri pari che dispari - evviva!, vai di poliritmie!). Una idea eccellente davvero. Ancora una volta, uno strumento  semplice, ma con quelle piccole particolarità che possono fare la differenza).

Lo stesso vale per il sequencer. Si parte da un sequencer step-by-step (con fino a 16 step) che dispongono dei soliti settaggi come Transposition and Velocity, i legati in Articulation (con o senza spazi: On, Tie, Rest), e tre parametri di forma (Attack, Decay e Gate). Ma c'è anche una modalità Modulator che non genera alcuna nota, bensì i dati CC contenuti nella fila corrispondente. Due tasti Rotate ti permettono di shiftare l'intera sequenza per cambiare il punto di partenza. Quando è attivata l'opzione Dynamic Velocity, la velocità del sequncer sono mixate con la velocità attuale. Un'altra piccola chicca riguarda il fatto che si possano reinserire gli step del sequencer (per quel che riguarda le note) direttamente dalla tastiera e  pitch e velocità sono immediatamente riconosciuta e assegnate, come con certe vecchie macchine.

E come suona?

U-He Hive

Più scavi nel suono del synth, più realizzi le possibilità che ti può offrire. E basta il suono di default, che non è nulla di straordinario,  per rendersi conto che (nonostatne la tendenza che abbiamo a dimenticarci quale sia il suono di una semplice  e grezza waveform analogica). Questa impressione è subito confermata non appena si comincia a smanettare o si dà un ascolto ai numerosi preset disponibili, specialmente da quando u-he ha incluso un intero banco di preset concepito dai tester beta di Hive. Ed è qui che vegono fuori le possibilità del software. Questo è il suono di default quando carichi Hive:

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Ed ecco il primo preset:

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Avete capito cosa intendo. Okay, è il momento di dare un occhio alle possibilità sonore che il software ha da offrire, partendo dal preset, la creazione o la modifica di settaggi preesistenti, e sempre cercando di trarre beneficio dalle possbilità espressive che wheel, aftertouch e opzioni del genere possono offrire.

Partiamo dai bassi, proviamo con suoni rotondi e acidi alternativaente, con un sacco di attacco (o no), effetti che enfatizzano le formanti e una chiusura più che gradevole. C'è qualcosa per tutti.

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Lead aggressivi o più morbidi, con effti ducking ben congengnati. I filtri MS20 o Moog funzionano alla meraviglia. Possono essere ottenuti i suoni standard, ma anche i suoni più moderni. La matrice di modulazione permette di assegnare ciascun controller ad ogni target desiderato, il che ti garantisce la giusta espressività, per qualsiasi cosa tu voglia suonare..

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U-He Hive

I Diva Pads mi impressionarono davvero quando li testai. Se i pad di Hive non hanno la stessa solidità e vibrazione, sono comunque molto buoni e offrono diverse opzioni. Vale la pena notare che i pad, come gli altri suoni, utilizzano ampiamente gli effetti, a differenza di Diva, che a volte fa senza. Ma anche la waveform più base, suona bene, il che non è una cosa che si pu dire di qualsiasi synth.

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Diamo adesso un occhio ai differenti synth, piano, stab, pluck  e compagnia bella. Ancora, la differenza del suono  è una vera sorpresa. A volte è difficile credere che i suoni stiano davvero venendo dalla stessa macchina (il che non è sicuramente dovuto a una mancanza di identità, dato che è il produttore a includere tre differenti registri).

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In ultima istanza, le sequenze e gli arpeggi, dai classici a queli più strambi. Ecco un altro asset del software. 

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Conclusione

Non è facile recensire i prodotti u-he e provare a trovare dei diffetti. In effetti il produttore ha dimostrato una grando costanza nel design dei suoi prodotti e nella loro implementazione. Intentendo sia da un punto di vista tecnico che del'usabilità o, ancora, in relazione al contenuto, in altre parole, il sound design e la creazione dei preset ci mostrano le possibilità del software. 

Gli oscillatori sono ben congegnati e rispondono perfettamente su tutto lo spettro di frequenza. D'altra parte, i suboscillatori sono solo "semplici" ottave e la possibilità di smannettarci non sono troppe: di conseguenza, finiamo per avere in mano molto più di un semplice synth a due oscillatori). I filtri, se non gli stessi di Diva, suonano abbastanza bene (il suono Dirty è particolarmente delizioso). La matrice è ben concepita (e molto facile da usare), proprio come il sequencer, che è una vera delizia da programmare, sia con il mouse che live. Gli effetti rifiniscono in maniera eccellente il suono (non cercano di coprire le imperfezioni di filtri e oscillatori (come spesso succede), e il tutto con un carico di CPU ben lontano da quello che richiede DIVA.  Hive ha immediatamente preso posto nel mio setup live rimpiazziando il suo fratellone, Diva, che può diventare troppo esigente se utilizzi altri synth/host/effetti nel medesimo tempo. CI sono comunque due cose che devo rimproverare ad Hive: la mancanza di una versione autonoma e le code degli effetti quando passi da un effetto al'altro, che a volte producono dei suoni poco musicali e abbastanza rumorosi. Se c'è poco da fare per quanto riguarda la versione autonoma, il produttore potrebbe fare decisamente qualcosa in più per il secondo problema, perché può diventare davvero fastidioso.

Nel complesso, Hive è un gran prodotto. Uno strumento davvero in grado di dare risposte ai desideri e agli sfizi dell'utente, al di là del fatto che questo stia cercando suoni sfumati o più decisi e ricchi. Una missione brillantemente portata a termine che si merita il premio Best Product Award.

 

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Audiofanzine's review:
Reviewed product: U-He Hive. Rating: 4.5 / 5
2015 Best Product Award
Pros Cons
  • Suono
  • Usabilità
  • Menù Preset
  • Numero di preset ed eccellente qualità
  • Design oscillatore
  • Qualita del filtro
  • Three operating modes (Normal, Dirty and Clean)
  • Modulation matrix
  • Sustain via double-click on a note
  • Triggering of dynamic waveform generators
  • Very effective and easy-to-use arpeggiator and sequencer
  • Parameter lock
  • Non esiste una versione autonoma
  • Passando da un effetto all'altro le code degli affetti spesso generano rumori indesiderati
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