Universal Audio Moog Multimode Filter
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Universal Audio Moog Multimode Filter

Moog Multimode Filter, Software Filtro from Universal Audio in the UAD Plug-In series.

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Mojo Filter: il test

Moog Multimode Filter

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Se è vero che c’è una scelta enorme di effetti e filtri disponibili sul mercato al giorno d’oggi, si può anche dire che a molti di essi manca il carattere e il calore di alcuni dei loro omologhi hardware e, mentre alcuni sostengono di aver acquisito il suono hardware d’epoca, la realtà è che pochi ci sono riusciti. È possibile che tutto questo stia per cambiare con una delle ultime offerte della Universal Audio per la piattaforma UAD: il filtro Moog multimode. Con un pedigree di tutto rispetto nell’emulazione dei tanto decantati hardware vintage, l’Universal Audio è forse la compagnia migliore per tentare di ricreare il suono del Moog classico.

La maggior parte di noi è abituata a filtri multimode e li ha usati nelle proprie produzioni prima o poi. Ovviamente alcuni generi chiedono a questi strumenti più di altri generi, ma di sicuro molti li vedono come parte integrante e fondamentale di un vero e proprio arsenale di produzione.

MIDI Learn CC

Per coloro che non hanno così familiarità con i filtri multimode, questi sono semplicemente i filtri checonsentono un'impostazione di modi e modelli da parte dell’utente. Ad esempio un tipico plug-in presenterà l’opzione di  scelta dei modelli di filtro tra low-pass, hi-pass e band-pass, al contrario di certi filtro low-pass cablati, visto in alcuni filtri e sintetizzatori.

Alcuni filtri plug-in non solo offrono questa flessibilità, ma caratteristiche aggiuntive come la capacità di risonanza, di overdrive e di modulazione, e non è raro che diano all’utente la possibilità di creare effetti diversi.

Warm up

Naturalmente, il problema chesi incontrano coni plug-in della Universal audio, è il fatto che possono solo essere eseguiti sulla piattaforma UAD1 in assenza di qualsiasi tipo di supporto ‘native’. In difesa di  UAD1 e UAD2 possiamo dire che ormai sono estremamente popolari fra tutti gli ingegneri e i musicisti e anche le card più economiche sono estremamente convenienti, facendo dei plug-in un’opzione realistica per la maggior parte dei budget.

Come accade con tutti i plug-ins UAD, il Multimode Moog supporta formati VST, audio units e RTAS, pertanto la maggior parte degli utenti DAW possono unirsi al club. L’installazione è un attimo, dato che  il plug-in verrà già installato con il software UAD. Se non lo vedi nella lista dei tuoi plug.in, fai un salto sul sito di Universal Audio e scarica l’ultima versione del driver UAD.

Una volta installato il software UAD appropriato, potrete godere di un’interessante opzione fornita dalla gente della UAD , 14 giorni completi di demo come standard. Ogni plug-in non ancora acquistato è disponibile come preview, e questo è un bel modo per provare i processori nei progetti prima di sborsare soldi.

Prime impressioni

Una volta installato e caricato il plug-in urla e miagola come un vero e proprio vintage Moog. Il filtro multimode non vorrebbe replicare un particolare strumento Moog, ma la sua interfaccia sembra prendere molto dalla serie Moog Voyager e dal più classico mini-Moog mono-synth.

L’intera interfaccia comprese le manopole, interruttori, le luci e grafica, è attentamente studiata affinché l’utente si senta come se stesse utilizzando un componente hardware Moog, o almeno il più vicino possibile ad esso. Anche i classici pannelli in legno laterali del Moog sono stati inseriti nell’interfaccia.

A differenza di alcuni filtri plug-in attualmente sul mercato, a prima vista l’interfaccia cerca  di essere estremamente dsemplice mostrando un percorso di segnale immediatamente identificabile. Come avviene con gli strumenti della Moog, l’intero layout viene definito con un’etichettatura precisa e gruppi di controllo chiaramente definiti.

Il pannello frontale essenzialmente è suddiviso in cinque sezioni distinte:

Sezione di input : in questa prima sezione, l’Universal audio ha incluso un circuito di unità (promettente un accurato suono analogico) e un follower di envelope con modalità commutabili che può essere impostato sulla modalità regolare o veloce e il controllo di sensibilità può essere utilizzato per applicare sia effetti positivi che negativi.

MIDI Learn CC

Sezione filtro : il cuore del plug-in è ovviamente il filtro multimode: in questa sezione vengono forniti tutti i parametri necessari per scolpire i suoni. Ancora una volta  i meccanismi sono molto semplici e il filtro si può affidare a una buona quantita di effetti di mdulazione e su un’immane lista di modelli di filtri di qualità. I sei controlli consentono di regolare la resonance, pole mode, tracking, filter mode e stereo spacing. Anche se a prima vista potrebbe sembrare una cllezione sparsa e irrazionale di controlli, qui, anche piccoli aggiustamenti possno drasticamente modificare il risultato finale.

Sezione master/Center: La sezione nel centro del plug-in vi permette di modificare il livello di output del plug-in, si può anche  ignorare l’effetto e attivare o disattivare il filtro. Questa opzione può essere molto utile se si prevede di fare i lbounce dell’output del filtro: in questa situazione la disattivazione del plug-in salverà prezioso  potenza di elaborazione UAD. Questa sezione include anche quattro LED virtuali che forniscono un feedback visivo sulle aree dell’unità, dell’envelope, dell’LFO e sull’output del processore.

MIDI Learn CC

LFO : questo è un host completo sincronizzabuile LFO, ‘hard wired’ per il taglio delle frequenza della sezione filtro. Si può scegliere tra una varietà di forme d’onda e comprende anche un parametro ‘offset’ che consente di cmporre effetti stereo.

MIDI Learn CC

Output : questa sezione finale permette semplicemente al mix, effettato o ‘dry’  di essere bilanciato, o di regolare l’output generale.

Il Sound

Caratteristiche come l’estrema chiarezza, un’interfaccia intuitiva e la compatibilità trasversale sono ovviamente importanti, ma qui la differenza deve farla il suono prodotto dal plug-in, e in questo settore le prestazioni dell’ibrido Moog/UAudio, sono a dir poco fantastiche.Quando si applica un drive nella sezione input, viene prodotto un suono caldo,  grasso e molto simile all’analogico, in un modo che non ancora sono riuscito a creare con un filtro plug-in digitale . Chiudendo gli occhi e si potrebbe essere convinti di ascoltare un circuito reale analogico che stia facendo il suo dovere. Potrai ottenere alcuni armonici davvero piacevoli in grado di celebrare qualsiasi materiale originale.

Il filtro Moog Versione SE

Il filtro è altrettanto impressionante con le caratteristiche del suono armonioso ed equilibrato che  ci si potrebbero aspettare da un Moog hardware. Uno sweep che attraversa l’intero intervallo di frequenza dimostra la mole di lavoro che UA ha dedicato per rendere questo suono perfetto. Non vi sono passaggi udibili artefatti: è una vera ventata di aria fresca. Il filtro è inoltre in grado di produrre effetti estremamente fedeli per quel che riguarda la self-oscillation, pompa la risonanza e potarai sentire tut stesso cosa succede! ma stai attento con il volume, i tuoi tweeter potrebbe avere da ridire!

Plan de groupe

Un altro aspetto degno di nota è quello che riguarda la sezione degli gli effetti stereo, che possono essere creati utilizzando una miscela di parametri ‘offset’ , di controllo LFO e ‘parametro ’spacing’ nella sezione del filtro. Naturalmente il plug-in deve essere in modalità stereo per funzionare, ma anche suoni con un’immagine stereo molto limitata  possono essere aperti drasticamente con questi controlli.

Consumo generale di CPU

Naturalmente, tutto questo mimetismo analogico “costa”. Per riprodurre accuratamente questo tipo di suono ci sono molti algoritmi da sgranocchiare, con un’ istanza multimode la Moog avra bisogno di una considerevole fetta di processore per l’esecuzione. Naturalmente se  avessi una UAD2  non dovrai preoccuparti troppo di questo problema, ma nel caso avessi una scheda UAD1  potrebbe essere un aspetto da valutare prima di effettuare l’acquisto.

Tuttavia, UA abilmente ha incluso una versione a basso profilo, meno  affamata di CPU, del filtro Moog, standard con qualsiasi acquisto del plug-in. Il modello ‘SE ’ sfoggia un’interfaccia molto simile, con un suono quasi identico. La cosa principale che viene sacrificata qui è il circuito di unità nella fase di input. Se riesci a vivere senza , la versione SE , insomma, può rivelarsi molto utile.

Alcuni esempi audio: Envelope synth line, Smooth sweep guitar. Qui abbiamo un drum-loop con trattamento progressivo: Drum Loop Dry, Drum Loop with Drive, Basic Sweep with Drive, Stereo Spaced LFO, and Self Res LFO .

Conclusione

Questo è sicuramente il filtro software migliore che abbia mai incontrato. Sembra veramente analogico e ha un’interfaccia che un principiante troverebbe accessibile. È leggermente affamato di CPU fame ma valutando che l’Universal Audio ha recentemente rilasciato un ampio range di potenti card DSP UAD2, e che una versione leggera SE del plug-in è distribuita con la versione completa, non dovrebbe essere un problema eccessivao per la maggior parte degli utenti. Se state cercando un filtro plug-in  e possedete già una delle schede DSP UAD, quesello di cui stiamo peralndo è certamente un must. È così buono che può anche valere la pena considerare di acquistare una scheda solo per utilizzarlo, cvisto che un filtro di hardware di questa qualità costerebbe un braccio e una gamba.

  • Emulazione filtro analogico
  • Circuito input drive caldo, fat e fuzzy
  • Facile da capire, ben disposta l’interfaccia
  • Rapporto qualità-prezzo
  • Forse un po’ troppo consumo di  CPU per i proprietari di UAD1
  • Potrebbe non avere abbastanza potenza di routing per alcuni utenti

 


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