Roland SH-01 "Gaia" : il Test

Il Giusto Compromesso?

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L'SH-01 è la risposta della Roland ai synth analog modeling sul mercato in cui bassi budget e ergonomia non sembrano essere compatibili. Vediamo cosa si sono inventati per combinare la facilità di utilizzo con un prezzo competitivo.

Da quando fu lanciato l' SH-1000, nel 1973, la serie SH è stata, senza dubbio,  la più completa tra tutti quelle della casa giapponese. I modelli SH più moderni sono davvero diversi dai loro progenitori: sono programmabili, digitali, polifonici, incorporano Midi, etc. Il loro nome ha più a che fare con un concetto di marketing che con un concetto sonoro. Comunque, si concentrano principalmente su controlli 'direct-access' che li rendano strumenti immediati e facili da suonare. Dal 1995, gloriosi giorni della  Nord Lead, i pesi massimi giapponesi si sono parzialmente ripiegati su se stessi mentre gli americani non si sono mossi oltre e gli europei hanno semplicemente cercato di ammortizzare i costi di  Ricerca e Sviluppo. Il mercato è diventato bipolare: sopra tutti, il placido regno di Nord Lead, Virus, Origin, Accelerator, e Solaris che cambiano molto lentamente; in coda, lo spietato mondo dgli ammazza-prezzi Korg Micro & R3, Blofeld, SH-201, Miniak, etc. Questi strumenti sono spesso abbordabili ma non forniscono la migliore ergonomia né la migliore qualità. Mentre con l' SH-01 "Gaia," Roland vuole migliorare l'usabilità assente nei prodotti di mercato. Bisogna scendere a compromessi.Saranno stai saggi nelle loro scelte?

 

Facile Da Maneggiare

 

Roland SH-01 "Gaia"

L'SH-01 è un synth compatto con una tastiera standard, velocity-sensitive, 37-note (tre ottave). E' facile da trasportare e funziona con alimentatore o batterie (la casa produttrice dice durino 4-5 ore). Questa estate me la sono portata su un'assolata spiaggia francese per testarla mentre mi abbronzavo. L'involucro di plastica bianca e nera non è così economico come sembra. Sembra avere una specie di rinforzo e poter sopportare abbastanza bene le impugnature più rudi. Lo strumento sembra voler essere un chiaro invito allo smanettamento. Il pannello frontale è pieno di controlli chiaramente disposti. Facile da maneggiare in quanto per ogni forma di sintesi puoi facilmente comprendere il segnale e il percorso di modulazione: D-Beam controller, LFO, oscillator, filter, amp, effetti, etc. I 18 envelope sliders e gli 11 controlli a manopola richiamano alla mente il design del prestigioso Jupiter-8 o JP-8000. I controlli non sono avvitati ma comunque ben saldi sul case. Al contrario, gli slider di plastica sono fragili. E' davvero disdicevole che nel'era digitale, questi controlli sembrino sempre essere sul punto di "saltare".

 

 

Roland SH-01 "Gaia"

Un tasto "Bank" con altri otto tasti dedicati ti permettono di selezionare 2 x 64 programmi ROM e RAM  (RAM per gli user presets). L'editing degli arpeggi e delle seqeunze è molto più duro perché i controlli sono ridotti alla più semplice espressione. Molti commandi utilizzano combinazioni di tasti con il tasto shift, e molte funzioni non sono scritte sul pannello frontale (una grossa mancanza ai nostri occhi, per quel che riguarda il design)... Per utilizzare l'SH-01 in real time, c'è un controller ottico D-Bean a cui possono essere assegnati diversi parametri, un joystick pitch+modulation (tipico del produttore) e una porta assegnabile per un  foot controller. l'unità offre alcuni controlli diretti molto validi: tap tempo, octave transpose e V-link per il controllo  di immagini/slide-show per dispositivi compatibili. Un controllo "Manual" permette ai sound designers di iniziare a programmare dalla posizione stessa, o cominciare resettando tutti i parametri in una volta sola.

 

 

 

 

 

L'USB Ottiene la Menzione Speciale

 

Roland SH-01 "Gaia"

Il pannello posteriore fa davvero una buona impressione (se escludiamo l'alimentazione esterna): output audio stereo e cuffie 1/4" jacks, input 1/4" TRS assegnabile al foot controller, Midi in/out,e una porta dual USB. Le porte USB permettono di connettere l'SH-01 a computer e dischi fissi esterni, una cosa abbastanza inusuale per un dispositivo di questo prezzo. Ancora meglio: la porta "Host" USB permette un passaggio di dati bidirezionale Midi e audio tramite computer (i drivers sono forniti su CD-ROM) per registrazione audio diretta su host application senza perdita di qualità. Ti permette anche di girare l'audio mix dell'host application agli output analogici della SH-01. Abbiamo scelto questa soluzione per i campioni sonori in questo articolo... Il dispositivo può anche mandare al computer il segnale audio al minijack stereo sul pannello frontale. Il segnale può essere processato attraverso l'SH-01. Può essere mutato, attenuato, si possono tagliare frequenze in tre modi diversi: high/mid frequencies (per sopprimere vocali e parti soliste della canzone, per esempio), low frequencies e full range. Al contrario, non è possibile girare il segnale input ai filtri internie agli effetti. (Ci stiamo ancora domandando perché abbia questa frustrante limitazione.)

 

 

Roland SH-01 "Gaia"

L'altra porta "Media" USB è concepita per connettere unità di archiviazione esterne ( come una chiavetta USB) per salvare e scambiare user data (programmi, pattern). Peccato che: primo, la chiavetta USB possa contenere soltanto 64 programmi + 8 pattern (alcuni kilobytes) al di là della capienza della chiavetta. Secondo, una connessione "hot" non è possibile, il che significa che dovrai spegnere il dispositivo prima di connetttere/sconnettere. No comment... Infine, dobbiamo dire che l'SH-01 non può essere USB powered, questo a dispetto dei minimi requisiti energetici (9 V - 600 mA),che potrebbereo benissimo essere supportati da una porta USB port.

 

 

 

 

 

 

 

 

Tripli Layers

 

Roland SH-01 "Gaia"

L'SH-01 è principalmente un modeling synth (VA) con accesso diretto.  Include anche una sezione PCM con supporto GM2 per 15 canali Midi. Questa sezione può essere editata e controllata da una unità esterna tramite sequenza SMF-type, che non puoi memorizzare nel dispositivo. Questa sezione ha la qualità di un Sound Canvas degli anni 90. Non chiedete troppo... I programmi VA forniti nella ROM suonano davvero (anche troppo) techno. Abbiamo creato alcuni semplici suoni analog-like sounds per mettere in risalto la personalità dell'SH-01. Con i suoi multi-filters e i tre layers,  l'SH-01 funziona bene sui pad. Ma se le alte frequenze non sono attenuate (aprendo il filtro LP o chiudendo il filtro HP), il suono diventa aggressivo e spiacevole. Puoi ottenere suoni rotondi di basso — specialmente con l'effetto booster — ma con una carenza di punch dovuta alle envelope troppo morbide. I tre layers e il pan modulato ti permette di creare convincenti suoni d'organo se dedichi un layer alle percussioni. Per i suoni di campana, la modulazione ad anello funziona magnificamente in combinazione con il pitch shift e gli affetti di ping-pong delay: non sarà difficile ritrovare quel mood tipo Basilica di San Pietro ... Aggiungendo il sync si enfatizzano i colori digitali e aggressivi dell'SH-01 con  aliasing facilmente udibile. Con il sync off, potrai apprezzare la qualità degli oscillatori high-frequency, con comparsa di aliasing soltanto nelle ottave più alte... neanche troppo fastidioso!

 

 

Roland SH-01 "Gaia"

L'SH-01 fornisce fino a 64 voci di polifonia. Ogni programma VA include da uno a tre tones mixati prima di raggiungere la sezione degli effetti globali e l'output. Ogni 'tone' è un synth completo con oscillatore, un filtro e un amp modulato da tre envelope e due LFOs (vedi la sinopsi della struttura di programma). Ogni 'tone' è uguale a una voce di polifonia, così un programma che includa due oscillatori ha 32 voci di polifonia, davvero comodo! Per la sintesi VA, il synth diventa monotimbico senza split ... un oltraggio! Se utilizzi lo stesso settaggio dei filtri per entrambi gli oscillatori, utilizzerai un filtro "per niente." Una volta ancora, che spreco. Ancora più scocciante dato che tutti e tre i tones sono completamennte indipendenti, il che significa che non si può ultilzzare l' LFO del primo per modulare il secondo in caso di necessità. I tones possono essere editati facilmente insieme o separatamente grazie alle tre chiavi di selezione. Altri tasti ti permettono di mutarli al volo. Puoi facilmente copiare i parametri di un tone e incollarl in un altro se resti nello stesso programma. Sarebbe magnifico se questa funzione fosse estesa a tutti i programmi. Possiamo sperare in un futuro aggiornamento dell'OS, sebbere il manuale non spieghi per nulla come ciò, allo stato dei fatti, potrebbe essere possibile...

 

Sette Waveforms

 

Roland SH-01 "Gaia"

All'inizio era l'oscillatore. L'SH-01 dispone di sette waveforms: sawtooth, square, pulse ampiezza variabile, triangolare, sinusoidale, noise, e supersaw. Comunque, un programma con due oscillatori più noise richiede tre tones. Le waveform non possono essere suonate simultaneamente (copme sulla Jupiter-8!). Ci sono tre variazioni per onda che includono differente contenuto armonico. Le onde PWM non mi sono piaciute per nulla: il range di valore è molto breve, non centrato sull'onda quadra e lo sweep non è davvero molto musicale. Lo stesso vale per le tre variazioni wave Supersaw: sono fatte di multisamples e le transizioni e i loop si sentono eccome. Diventano difficilmente utilizzabili con transposizioni pesanti. Da utilizzare solo per  colpi techno con delay!

 

 

Gli oscillatori dei primi due tones possono interagire tramite syncing o ring modulation, ma non entrambi allo stesso tempo. Questa interazione ha un prezzo molto alto: prima di tutto il sync disattiva il filtro del primo oscillatore e forza l'SH-01 in modalità mono; e secondo, l'ampiezza di pulsazione delle onde quadre non può essere più modulata ( e ci stiamo ancora chiedendo il perché). Comunque, l'ampiezza di pulsazione può essere modulata soltanto dall''LFO, dal D-Beam o dal foot controller, ma non dalle envelope o da qualsiasi altra cosa... La frequenza dell'oscillatore può essere modulata da un'envelope dedicata con modulazione bipolare, abbastanza per un sync sweep classico. C'è anche una modalità portamento programmabile.

 

Filtro Resonant Multimode

 

Roland SH-01 "Gaia"

L'output dell'oscillatore è connesso a un filtro resonant, self-oscillating multimode. E' molto completo, con modalità low-pass, high-pass, band-pass e peak (la modalità peak enfatizza un range di frequenza dato senza toccare le altre frequenze). Puoi anche scegliere il cutoff slope (due o quattro poli). Con la resonance in modalità 'four-pole', il filtro suona molto duro e per nulla musicale. FIno al punto di dar fastidio all'ascolto. La soluzione sta nel restare in modalità bipolare tra -2 e +2 in 'one cent steps', allora sarà possibile cercare una buona intonazione. Il controllo di cutoff non è tra i più precisi sul mercato epuò generare scalini sonori molto udibili a volte.

 

 

Un envelope ADSR bipolare può essere, difficilmente assegnata alla modulazione del cutoff. Abbiamo già menzionato la sua lentezza. Può essere controllata con una veloce combinazione dei tasti [Shift] + [Cutoff] tramite la quale si può editare il parametro.Sarebbe molto meglio se questa funzione fosse serigrafata sull'unità! oltre al filtro, il segnale passa per un amp controllato da un'envelope ADSR morbida tanto quanto l'envelope del filtro. Questa envelope non può essere modulata. Infatti, solo il volume è direttamente modulato grazie alla combinazione di tasti [Shift] + [Level], il  che, ancora una volta, sarebbe accettabile se la funzione fosse serigrafata sul l'unità! Il pan può essere regolato anche tramite una combinazione di tasti  ([Shift] + [Detune]), il che, sarebbe anche accettabile se...

 

Modulazioni Limitate

 

Roland SH-01 "Gaia"

Siamo chiari: la SH-01 non è un campione della modulazione! Ogni 'tone' ha un LFO con sei waforms che includono S&H e modalità random. Può lavorare indipendentemente su pitch, filtri, volume, e pan. Per quello che riguarda questo ultimo parametro, dovrai usare, ancora una volta, una combinazione di tasti ([Shift] + [Amp Depth]. Accettabile se...! Si può regolare il tempo di attaccco della modulazione e del tempo, sincronizzabili tramite l' internal/Midi clock. Il controller di modulazione comanda una seconda LFO indipendente con gli stessi parametri (eccetto attacco di modulazione) e le medesime destinazioni. Per controllare questa LFO, utilizza il controller tenendo premuto [Shift].

 

 

Com abbiamo già detto prima, ogni 'tone' è indipendente, per esempio la LFO o l'envelope di uno di essi non può modularne un altro . Questa struttura 'three-tone' parallela sarebbe pertinente se fosse possibile combinare i filters/amp in modi differente come nella serie V-Synth. ma non è questo il caso e , ancora - lo stesso valeva per la mancanza di multimbrica a casua della polifonia  —, è un grande spreco di DSP senza nessun altro rimarchevolemiglioramenteo della qualità sonora . Non parleremo della modulazione di matrice perché non c'è, eccetto il D-Beam e il foot controller che possono essere assegnati a parametri di sintesi. Tutti fli altri parametri sono prestabiliti e non regolabili per migliorare la facilità d'uso dello strumento...

 

Sequenze e Arpeggi

 

In cambio hai un arpeggiator che lavora globalmente per ogni programma e fornisce 64 arpeggi non programmabili. Ci sono pattern di base (su, giù, alternato), più o meno complessi ( modulazioni variabili, accordi polifonici, etc. ). Semplicemente, seleziona un arpeggio, suona un accordo e tienilo fino a quando ti pare... questo è tutto ... semplice - ultra semplice! Potresti pensare che il phrase sequencer potrebbe essere di aiuto. Sfortunatamente, ha solo otto memorie globali da otto battute al massimo. Questo significa che non ci sarà bisogno di avere una differente sequenza per ogni programma! Questo sequencer minimale ti permette di registrare le note e i movimenti del pannello di controllo frontale in real-time. Solo, fai partire la registrazione e utilizza i controlli, tutto qui. Se non è abbastanza, puoi fare anche un semplicissimo editing in real time: delete global, 'delete note', 'delete pitch bend/messaggio di modulazione', o 'delete movimento controllo pannello frontale'. Mentre suoni, il sequencer invierà funzioni on/off e niente di più. Andiamo avanti!

 

Effetti Per Cinque

 

Roland SH-01 "Gaia"

In uscita, oltre l'amp output, il mix dei tre 'tone' possono essere programmati e mandati a una sezione di effetti stereo che fornisce cinque famiglie di effetti contemporaneamente: 'distortion', 'ensemble', 'delay', 'reverb', e 'bass boost'. Le distorsioni sono effeti insert che vanno dalla classica saturazione fino al tipico bit-crusher digitale. Può essere divertente con certi strumenti solisti se ti garba il suono digitale. Gli 'ensamble' sono effetti paralleli che inludono uno standard flanger, phaser e pitch shifter ma nessun chorus. Gli effetti 'delay' possono essere sincronizzati all'internal/Midi clock, in modalità stereo o ping-pong, sempre con sync all'internal/Midi clock. Davvero molto utile. Il 'reverb' (anch'esso parallelo) è regolabile su tre algoritmi: 'room', 'plate' e 'hall'. Non suona benissimo ma è abbastanza utile se non si esagera con le alte frequenze. Ogni effetto include quattro parametri regolabili che puoi controllare tramite manopole e il famoso tasto [Shift] che abbiamo menzianato più volte. Nessun parametro può essere modulato in real-time. Ultimo ma non per ultimo, l'effetto 'low-boost' amplifica gli ultra bassi in omaggio agli aficionados dei terremoti. La sezione effetti suona abbastanza bene ed è molto utile. L'integrazione nella sezione di sintesi è ben fatta.

 

 

Basses
00:0000:30
  • Basses00:30
  • Bells00:26
  • Leads00:24
  • Wind00:22
  • Pads 300:31
  • Arpeg00:56
  • Pads 100:39
  • Pads 200:35
  • Organ00:20
  • Sync00:17

 

 

Impressioni Discordanti

Alla fine l'SH-01  ci lascia impressioni discordanti. Questo strumento è abbordabile e facile da usare, include una tastiera dinamica ed è più resistente di quanto possa sembrare. Con i suoi numerosi controlli e un percorso di segnale non troppo versatile, è stata chiaramente pensata per i principianti. Comunque continuiamo a non capire perché tutto questo spreco di potenza DSP, mantenendo i tre segnali indipendenti invece di farli interagire. Lo stesso concetto va applicato alla generossima polifonia che va a discapito della multitimbralità della sezione VA, e dei tre filtri mutlimode e dei cinque effetti DSP che non possono essere assegnati a una sorgente di segnale esterna. L'USB fornisce il servizio "deluxe" con il trasferimento bidirezionale dell'audio ma contemporanemente una schifosa cestione delle unità di archiviazione. Il suono è meno controllato rispetto alla JP-8000 del 1997. Questo mostra una generale mancaza di consistenza e punch generale, che tende a diventare aggressiva quando le alte frequenze non sono tagliate. Il suo prezzo davvero attrattivo rende l' SH-01 un grande strumento per scoprire la sintesi sonora, senza alcun rischio.

 

 

  • Prezzo attrattivo
  • Usabilità con Batterie
  • Misura compatta
  • Maneggevolezza
  • Audio & Midi su USB
  • Tasti DInamici Full-size
  • Polifonia Generosa
  • Sezione di Effetti

 

  • Il suono non è molto consistente e tende ad essere aggressivo
  • La sezione VA è monotimbral
  • Mono in modalità sync
  • Possibiltà di modulazione molto limitate
  • Arpeggiator/sequencer troppo minimali
  • Nessun processing del segnale audio signal
  • La serigrafia non menziona le funzioni shift
  • Gestione dell'unità di archiviazione USB
  • L'OS potrebbe essere molto migliorato
  • La PCM sembra più un giocattolo che altro
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