PreSonus Studio One 2 Professional
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Studio One 2 Professional, Sequencer Generale from PreSonus in the Studio One 2 series.

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Presonus Studio One 2 : il Test

Studio Killed the DAW Stars

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2012 Best Product Award

Lanciato circa due anni fa, la prima versione di Studio One ci impressionò per la sua maturità. Il programma era stabile, pratico e ben pensato. Non aveva nulla da invidiare ai maggiori strumenti di sequencing sul mercato. Studio One ha fatto una lunga strada dalla prima versione: è stata vistosamente migliorata nella versione 5.1 e ora è arrivata la seconda puntata. Diamogli un'occhiata.

Presonus Studio One 2

Cavallo che vince non si cambia! Una volta installato il software e i numerosi plug-in e soundbank inclusi, scoprirai un'interfaccia utente familiare. Infatti, la filosofia del prodotto non è cambiata molto: il software distingue tra una Song (singola canzone da registrare/editare/mixare) e Project (nel quale possono essere incluse diverse canzoni, per la masterizzazione per esempio).

Costruito su questa filosofia, il prodotto è organizzato in tre parti differenti: Start (per creare o aprire una Song o un Project, per accedere alle opzioni di setup dell'applicazione, per caricare aggiornamenti o per ottenere news a proposito del prodotto), Song ( per registrare, editare e mixare una canzone), e Project (per masterizzare ed esportare una o diverse canzoni, o anche una audio CD completo). Ovviamente verrà utilizzata per la maggior parte la modalità Song, che offre più possibilità.

Il layout dell'interfaccia è ancora lo stesso. Sul lato destro trovi un browser tipo Live che ti permette di sfogliare i tuoi file audio/MIDI, plug-in, applicazioni come ReWire e Reason, con tutti i preset (tramite categoria, produttore o search engine). Sul lato sinistro c'è un track inspector. Nel mezzo la finestra arrange. La parte più bassa dello schermo è dedicata alla finestra di edit, che mostra l'audio editor, il piano roll o il mixer. Ciascuna di queste componenti può essere nascosta e hai anche la possibilità di muovere liberamente editor e mixer windows liberamente, al di là della posizione della finestra principale. Questa funzione può risultare davvero comoda, per esempio, quando di desidera mostrare la finestra principale su un secondo schermo... L'interfaccia della modalità GUI è sempre uguale: oltre a una serie di insert  pre/post-fader, include un'area dedicata alle waveform delle tue canzoni e diversi larghi display per controllare lo spettro di frequenza, il livello generale e il campo stereo.

In breve, le nuove caratteristiche non sono visibili a una prima occhiata e dovrai scavare più a fondo in questo software per farle venire alla luce.

A un click dal groove

Presonus Studio One 2

Tutto qui? Nulla di nuovo? Al contrario, ci sono un sacco di nuove caratteristiche, partendo dalla più importante: ora sei in grado di organizzare la composizione delle tracce, che prima non era possibile su Studio One.  Nella versione 1.6.5, quando registravi in loop, il software teneva tutti i take e poi permetteva di generare una nuova traccia per ognuno di essi. Sebbene questa funzione sia ancora disponibile (tramite l'opzione "Unpack to traks"), ora puoi avere diversi take su layer differenti, funzione comoda per qualsiasi eventuale processing. Puoi applicare la funzione 'solo' su ogni layer e selezionare un segmento di take con un singolo click per comporre una traccia con differenti pezzi di differenti tracce. Il software dà anche la possibilità di applicare un auto-crossfade per evitare difetti audio tipici della giustapposizione di segmenti tratti da take diversi. Vale la pena ricordare che questa feature può essere utilizzata anche con tracce raggruppate (operazione interessante soprattutto per le tracce di batteria). Il tutto, comunque, molto ben congegnato da Studio One, bene!

Tra le nuove caratteristiche audio, troverai anche le più avanzate opzioni di gestione della sincronizzazione (sync) e della quantizzazione. Sebbene la versione 1.6.5 dava già la possibilità di quantizzare clip audio dividendoli in diversi sotto-clip che prendevano i transient come riferimento, il nuovo Studio One rende questo processo molto più semplice dato che ora siamo in grado di rilevare automaticamente i transient. Questa feature è estremamente facile da usare e molto utile per l'estrazione di un groove e la quantizzazione dello stesso. Può anche operare automaticamente senza che tu non ti accorga di nulla, senza che sia bisogno di far partire alcunché o di settare il rilevamento dei transient.

Presonus Studio One 2

Per quantizzare un clip audio, selezionalo soltanto e premi Q. La funzione quantize può essere editata ed è disponibile in diverse modalità: Time Stretching o Slicing (come REX, i segmenti sono più o meno distanziati invece di essere schiacciati). Temi che una quantizzazione robusta possa dare quella sensazione di musica un po' "robotica"? Premi Alt + Q invece che Q per quantizzare al 50%. E' in questi dettagli che Studio One fa la differenza. Vero, tutti i sequencer ti permettono di quantizzare più o meno invasivamente, ma solo un paio sono in grado di offrirti una quantizzazione intelligente al 50%, accessibile con un semplice shortcut. E non tutti i sequencer indicano (con i colori) quali segmenti del file audio sono stati quantizzati e quali no, dimodoché possa essere controllata la precisione dell'operazione e, se necessario, raffinare manualmente l'intonazione. Può non sembrare molto, ma queste caratteristiche sono molto importanti in termini di efficienza: risparmi un paio di click qui e là, e alla fine riesci a lavorare più velocemente e con molta più resa.

La funzione "Groove Extraction" è davvero molto semplice da usare: semplicemente copia-incolla un clip MIDI/audio nella finestra di quantizzazione e avrai un nuovo groove preset da utilizzare come riferimento. Ora copia-incolla il groove nel sequencer di modo da creare un file MIDI automaticamente, da assegnare automaticamente a qualsiasi strumento...

Una volta ancora PreSonus leviga un'imperfezione presente nel primo Studio One e lo fa in una maniera molto intelligente. Ma c'è di meglio in questa nuova versione: il suo nome è Melodyne.

Con veri pezzi di Melodyne al suo interno

Per quelli che non conoscono Melodyne: stiamo parlando di uno strumento software che, nella sua versione base, ti permette di editare la posizione e la tonalità di ogni singola nota in un file mono audio molto facilmente. Melodyne fa mangiare la polvere a tutti gli altri. Fino ad ora, l'unico problema con Melodyne era l'integrazione con il sequencer principale. Per usare Melodyne, dovevi caricarlo in un insert del canale perché fosse processato, analizzare l'evento che si desiderava modificare e lavorare con la non-proprio-pratica finestra di Melodyne cercando di barcamenarsi in un ambiente decisamente povero di shortcut.

Presonus Studio One 2

Con questa seconda versione di Studio One, Presonus mette a segno un colpo decisivo integrando il software di Celemony alla perfezione. Niente più plug-in insert, niente più analisi, niente più problemi di shortcut vari: da ora in poi, un singolo colpo di click (destro) su di un "audio event" potrai aprire Melodyne nella parte bassa della finestra principale. Davvero un grosso passo in avanti rispetto alle altre Workstation: quelle che offrono caratteristiche simili utilizzano algoritmi di gran lunga inferiori a quelli di Melodyne in termini di qualità audio.

E questo potrebbe trasformarsi in un fattore decisivo per la gente che ha una licenza Melodyne Editor con la famosa tecnologia Direct Note Access technology, che permette di compiere le stesse operazioni di Melodyne Essential ma con un segnale polifonico. La potenza di processing fornita da Melodyne, per quanto riguarda l'editing (spostare un arpeggio di chitarra, cambiare la tonalità di una nota di piano), il campionamento (isolare uno strumento all'interno di un mix) e l'arrangiamento (trasposizione di accordi maggiori in minore) — oltre al fatto che Melodyne è più facilmente utilizzabile di tutti gli altri sequencer— rendendo a tutti più facile la vita! Studio One certamente non fornisce tutte le caratteristiche disponibili in Melodyne Editor e non possiamo dare a Presonus gli stessi riconoscimenti dovuti a Celemony, ma l'eccellente integrazione di Melodyne nel sequencer è il maggior vantaggio su tutti gli altri prodotti competitori, malgrado il loro prezzo!

Ecco un piccolo esempio per dare un'idea della potenza di Melodyne: immaginiamo di avere un loop audio di sassofono che vogliamo raddoppiare o sostituire con un synth. Abbiamo solo bisogno di seguire tre semplici passi: per prima cosa, un click destro sul loop per caricarlo in Melodyne. Poi, nel preset browser dobbiamo selezionare il suono desiderato e trascinarlo nella finestra arrange, che automaticamente crea una traccia MIDI per il synth e il preset selezionato. Infine, clicca e trascina il loop di sax nella traccia MIDI del synth per registrare le note MIDI rilevate da Melodyne. Questo è tutto!

Credo non sia necessario sottolineare come questa cartteristica può divenire estremamente utile per il remixing e per il drum replacement, con tutte le limitazioni attuali di Melodyne, naturalmente: per esempio ho notato che il processo di analisi dava molti problemi con un loop di batteria stereo con room ambient molto compresso (Melodyne automaticamente passa alla modalità percussiva mono, e non riconosce in maniera appropriata le note quando passo alla modalità polifonica, il che evidenzia la carenza di una modalità polifonica percussiva per chi ha queste esigenza). Lo stesso, ho notato, per i riff distorti di chitarra (gli algoritmi di Celemony rilevavano gli armonici, dunque bisognava editare la parte manualmente per ottenere un risultato pulito). E visto che ci stiamo lamentando: ci piacerebbe che PreSonus e Celemony continuassero a lavorare insieme per una migliore integrazione per riuscire a utilizzare i groove quantizzati estratti da Studio One in Melodyne. In quel modo, potremmo evitare di usare Elastic Audio, che spesso genera difetti audio non appena il processing diventa più impegnativo...

Object oriented

Presonus Studio One 2

E questa caratteristica diviene ancora più interessante dal momento in ciu ti permette di processare il segnale al livello Slice. Dopo il processo di rilevamento dei transient, quando spezzi un loop audio in più pezzi, ogni sezione viene considerata come un evento audio con i suoi propri effetti e insert! Il risultato sarà che avrai la possibilità di aggiungere un reverb al rullante ( e solo al rullante) di un srum loop stereo...

Tre pecche in questi FX events: prima di tutto, non possono essere automatizzzati (o, perlomeno, non si riesce a capire come). Il secondo difetto riguarda il fatto di avere solo insert effecs. Non ci sono FX sends come in Samplitude — potrebbe divenire davvero una considerevole aggiunta nel nostro esempio di prima: invece di inserire un reverb per ciascuna sezione, sarebbe più facile avere un send FX per ciascuna di esse. La terza pecca: evita di abusare della funzione “slice” se non vuoi sentire la CPU del tuo computer lamentarsi a gran voce.

Ma, come diceva Actarus saltando nella testa di Goldrake e cambiando il suo abito giallo-hippe in que completo da torero: 

TRA-SFOR-MA-ZIO-NE!

PreSonus considera molto seriamente il carico di CPU/RAM e aggiunge una funzione di 'freeze' chiamata Transform che sembra essere abbastanza potente. E' molto facile da usare: un singolo click permette di trasformare un clip MIDI che sta triggerando uno strumento virtuale in un clip audio, o renderizzando una traccia completamente impaccata di effetti. E comunque, un singolo click è sufficiente per "scongelare" l'intera traccia.

Ma la funzione diventa ancora più interessante quando la applichi sia a livello della clip che al livello della traccia, e il processo non dipende da come arrangi la canzone. Per esempio se hai una clip A e una clip B nella stessa traccia applicare il 'freeze' non congela completamente la posizione delle tracce. Puoi ancora muovere le clip A e B, tagliarle e mixarle con altre e, quando le "scongeli", preservare i settaggi fatti mentre gli elementi erano bloccati. In breve, questa caratteristica, è molto più potente della funzione bounce di base di molti sequencer....

Questa feature molto intelligente permette di lavorare più velocemente— è non è l'unica. Sembra che Pre Sonus si sia applicato per far diventare Studio One un potente software in termini di produttività e workflow.

Bene e in fretta

Presonus Studio One 2

Salutiamo con soddisfazione l'aggiunta di una Track List che fornisce una panoramica di tutte le tracce secondo diversi criteri, che ci permettono di filtrare l'informazione mostrata nella finestra di arrangement per tipo. A seconda di esso, potrai mostrare o solo le tracce audio, o solo le automazioni, o solo le track instruments, etc. E puoi creare i tuoi preset per customizzare le proprietà di display  per ogni esigenza personale. I vantaggi di questa funzione non sono così ovvi se applicata ai piccoli progetti. Ma con un progetto complesso di 32 tracce o più, non sarai più capace di lavorare senza questa feature che permette di salvare un enorme quantità di tempo dispersa nello scrollare e zoomare pagine dentro la finestra di arrangement.

Questa feature è anche utile per editare una sequenza poiché permette di lavorare su diverse tracce allo stesso tempo dallo stesso piano roll. Le note di ciascuna parte possono essere facilmente riconosciute dal colore. In questo modo si ha la possibilità di editare e registrare molte tracce contemporaneamente, utilizzando i colori come guida o filtrare le informazioni nellaTrack List. Se sei abituato a scrivere musica per orchestra o a utilizzare virtual instrument con moltissime articolazioni, il valore aggiunto e ovvio: puoi scrivere la partitura di un quartetto di archi senza dover continuamente fare avanti e indietro tra quattro differenti piano rolls...

La nostra unica critica, valida anche per il software in generale, è che il nome delle tracce nelle Track List è mostrata molto in piccolo e con quasi nessun contrasto (grigio su grigio scuro), il che può essere veramente scocciante se non hai uno schermo ad alta qualità o hai un handicap visuale. A dispetto dell'eccellente design e delle features così ben pensate, PreSonus può ancora migliorare il suo software in termini di accessibilità, difetto comune a molti tra questi tipi di programmi. Ci aspettiamo più libertà quando tocca alla customizzazione della GUI sia rispetto alle dimensioni che ai colori delle informazioni mostrate...

Diamo un occhiata alle nuove opzioni di mastering: DDP support, PQ per l'analisi loudness. Quest'ultima funzione dà all'utente informazioni interessanti per creare un buon master: dynamic range, peak level e RMS level per ciascun canale( left/right), etc. Questa caratteristica non farà gridare nessuno al miracolo, ma è certamente più di un semplice bonus. Perché? Perché è perfettamente integrato nel programma: quando masterizzi una canzone e ti accorgi di un problema di bilanciamento nello spettro di frequenza, impossibile da compensare con un semplice tocco di equalizzazione, puoi star certo che il problema arriva dal mix. E questo è il punto forte di Studio One: con solo un click potrai switchare dall'area arrangement/mixer della canzone ed editare i settaggi mentre tutti i cambiamenti sono automaticamente applicati al song rendering nell'area di masterizzazione.

Tutte queste features ci portano a considerare i nuovi effetti e i virtual instrument aggiunti a Studio One. In termini di Workflow, è tutto molto ben bensato, anche se questa sezione avrebbe potuto essere più completa: che dire della canzone di riferimento, mai facile da gestire nella maggior parte degli editor audio e/o sequencer, al di là del loro prezzo (quanto è difficile aggiungere un player flac/wav con markers e loop features...)? Che dire dell'opzione "Save for Web" vista come sul Fraunhofer Pro-Codec di Sonnox? E non farebbe male aggiungere un plug-in di ripristino audio considerando che abbiamo già una sezione di mastering.... Non ci aspettiamo di trovare Izotope RX integrato nel software, ma uno spettrogramma con esaurienti possibilità di editing basterebbe... Parliamo ora di qualcosa che potrebbe rappresentare solo un piccolo dettaglio per qualcuno, una caratteristica  fondamentale per molti altri: l'integrazione SoundCloud disponibile già da Studio One v1.5. SoundCloud è una specie di YouTube per l'audio. Oggi, è sicuramente la soluzione più potente dell'hosting per i file audio. Qualcuno la utilizza solamente ome alternativa a MySpace, ma è molto più potente: permette lo sharing pubblico o privato dei file, con o senza possibilità di download, con differenti formati e risoluzioni. In breve, è uno strumento davvero utile per musicisti ed è stato aggiunto in motlissime applicazioni mobile per iOS e Android. Insomma, cosa ci potrebbe essere di più normale che trovare SoundCloud sul proprio sequencer per risparmiare ancora più tempo? PreSonus ha fatto un grande lavoro: invece di una sempliced link al tuo Internet browser, è il caso di Cubase v6.5 in Steinberg quando carichi un mixdown, ottieni un'integrazione completamente bidirezionale di SoundCloud nel tuo file browser. Questo significa che, permettendo a Studio One di accedere al tuo account SoundCloud, si possono riversare i mix definitivi direttamente nella "nuvola", mentre i file caricati sono accessibili dal browser di Studio One (Server tab). In altre parole, puoi ascoltare i file con un click e puoi trascinare e incollare nella finestra arrange come qualsiasi altro file. Così facendo, il download parte automaticamente, di modo che si possa incominciare a lavorarci subito dopo. Oh, magnifico nuovo mondo!

We will plug you!

Presonus Studio One 2

Una volta giunta agli effetti plug-in, PreSonus ha deciso di rimediare a una della maggiori mancanze di Studio One aggiungendo un convolution reverb al suo arsenale di plug-in disponibili. OpenAir è una grande entrata tra ii reverb basati su algoritmi già disponibili  MixVerb e RoomVerb — e include una libreria  da 1.11GB 'impulse response'. Offre autentiche simulazioni di room, ma sfortunatamente, non supporta il True Stereo. Comunque è molto facile da utilizzare ed esce con un IR Maker plug-in (idea eccellente!). Così come dice il nome, l'IR Maker plug-in aiuta a creare le tue risposte all'impulso. Hai solo bisogno di posizionare il tuo microfono davanti agli speaker, lasciare che il plug-in generi lo sweep appropriato, registrare il suono catturato dal microfono e generare un impulso di risposta. Questo strumento è il benvenuto anche perché non è limitato soltanto a OpenAir.

Presonus Studio One 2

Di fatto, PreSonus ha anche migliorato il suo guitar amp simulator Ampire, disponibikle ora nella versione XT. Che c'è di nuovo qui? Molte, molte cose: un nuovo look , nuovi modelli amp e, soprattutto, una sezione FX integrata più un nuovissimo stage di output che dà molte più possibilità grazie ai parametri di simulazione di posizionamento mic e cabinet basati sulla risposta di impulso. Ma dobbiamo essere chiari: con solo otto stompbox (Wah, Tube Driver, EQ, Modulation, Pan, Tremolo, Delay, Reverb) e opzioni di connessione limitate (puoi solo decidere se il segnale deve essere processato prima o dopo l'amp — per sei stompbox su otto), Ampire XT non può davvero competere con la versatilità di Guitar Rig e il suo ampio range di possibilità. Comunque, è molto più semplice da utilizzare, genera un suono molto migliore della precedente versione di Ampire e offre più controllo (parametri posizionamento microfono e simulazione speake 'convolution-based'). La migliore idea di PreSonus è stata quella di aggiungere una modalità "IR Cabinet" ai combo standard, 2x12 e 4x12. Il cabinet IR ti permette di caricare tre risposte di impulso di tua scelta, che possono essere scaricati o creati da te stesso utilizzando IR Maker e lo speaker/cabinet della tua chitarra .


Si sente molto la mancanza di un de-esser (anche se il compressore multibande fa lo stesso lavoro) e un Transient Designer. E' dura lavorare senza questi strumenti se ci sei abituato. Comunque, non manca nulla  delle caratteristiche più importanti e puoi contare su PreSonus per colmare queste lacune grazie agli aggiornamenti. Comunque, possiamo anche sposare l'opzione di un tone generator (sempre utile per problemi di calibrazione) e un Dual Pan, un piccolo strumento che utilizza le possibilità di pannerizzazione aggiungendo un controllo per canale, un controllo input balance e un selettore Pan Law. Comunque benvenuta, questa opzione avrebbe potuto essere studiata meglio se integrata nel channel strip.

Forse qualcuno sarà deluso nel sentire che non ci sono nuovi virtual instrument aggiunti a  Presence (ROM-player), Mojito (synth), SampleOne (sampler) e Impact (drum sampler). Nessuno? Non è proprio vero perché su Studio One (solo Pro version) è venduto con un pacchetto Komplete Elements di Native Instruments. E' un'eccellente idea perché questo piccolo pacchetto  (che include Guitar Rig Player, Reaktor Player, Kontakt Player e una libreria da 3GB) ha dimostrato di essere abbastanza utile e versatile...


E visto che stiamo parlando di suoni, diamo un'occhiata più vicina a un'altra nuova feature del software: il formato Music Loop.

 

Un unico progetto in un loop

Al di là del formato Audio Loops che ti permette di assegnare un tempo a un loop audio encodede senza perdite (simile file Sonic Foundry introdotto con Acid), PreSonus ora fornisce il, molto più potente, formato Music Loop. Di fatto, può contenere tutte le informaizioni relative a un loop: sequence, sound preset di uno strumento virtuale, effetti, e audio rendering.

Sapete che c'è? Come tutti i possessori di DAW, a volte si comincia a giochicchiare con il sequencer e un'ora dopo si finisce con un'idea, un riff o un groove. Magari siete ancora lontani dal completare la canzone, ma pensi che la cosa potrebbe avere un futurol Probabilmente salverai quell'idea sotto un nome davvero originale come "Abc 259," "Ding dong 18," "BoomBoom02," or "RIffChitarraSpacconaNuovo."

La maggior parte di voi concorderà con me che non è necssario salvare il progetto completo n casi come questo. Con Studio One, dovrai soltanto sistemare i tuoi locator sulla sinistra e sulla destra a limitare la sezione che intendi salvare ed esportare come Music Loop. Nel browser di programma, questo file sarà aggiunto agli altri loop disponibili. In seguito dovrai soltanto trascinare il loop in qualsiasi altro progetto e troverai tutti i suoi elementi là: MIDI sequence, VSTi settings, effetti... e anche un rendering audio del loop (vedi oltre). In breve, un Music Loop è una spece di mini-progetto indipendente.

Oltre a un'archiviazione conveniente dei file, questo formato è anche più interessante perché rende lo scambio con gli altri utenti di Studio One più facile. Specialmente considerando che con l'ultimo aggiornamento Studio One...

PreSonus si dà al Social Network!

Oltre a gestire tutte le tue risorse e il tuo account SoundCloud tramite drag and drop, il browser sul lato destro ti dà anche la possibilità di accedere ai server di PreSonus dove puoi trovare tutto ciò che è stato condiviso dagli utenti della comunità. Da Drum Maps per le batterie virtuali, al catene di effetti, preset e diversi loop... Una buona idea che permette a Studio One di migliorarsi senza dipendere direttamete dagli sforzi di sviluppo di PreSonus. La possibilità di interagire con la comunità di un software (il successo di Reaper è parzialmente basato sulla community), ma sono ben pensate e ben integrate nel programma. 

Potreste eccepire che questa feature non è molto funzionale per la  radicale differenza di setup degli utenti. Ma PreSonus ha trovato soluzioni interessanti al dilemma. E questa è la ragione per cui un Music Loop include sempre un rendering audio del loop. In questo modo, pur non avendo tutti gli effetti e gli strumenti utilizzati in origne per creare il loop, puoi ancora lavorare con esse. E' una soluzione intelligente e speriamo davvero che la community lo possa trovare utile, anche se già sembra essere così.

Speriamo anche che l'eccellente presets/plug-ins/loops browser sul quale la maggior parte del design user friendly è basato diventerà un po' più sofisticato nel tempo. Non abbiamo bisogno di un sistema di tagging, come quello offerto da Sony o Steinberg. Comunque, ci piacerebbe avere la possibilità  di classificare utilizzando categorie o tag, generi musicali o stili sonori. Sarebbe utile vedere tutti i suoni disponibili di basso con uno sguardo, al di là delle librerie dalle quali provengono. Per i virtual instrument, ci piacerebbe anche una funzione di pre-listening utilizzando un MIDI file liberamente selezionabile (note da 1/4 ripetute 4 ottave sopra per esempio), dimodoché non sia necessario scegliere a caso, ascoltandoli uno per uno, solo in base ai nomi, peraltro non sempre proprio evocativi — queste sono le limitazioni del sistema di qualsiasi motore di ricerca  classico rispetto a un motore di ricerca  basato su un sistema di tag o categorie. Infine ci piacerebbe accedere a tutti i preset plug-in third party direttamente  dal file browser. nell aversione attuale, puoiaccedere ai preset di tutti i plugin PreSonus, il che è comodo. Ma se volessi sfogliare i preset di Kontakt, per esempio, dovresti aprire Kontakt. Insomma, non c'è modo di avere una panoramica globale di tutti i suoni disponibili e i patches. Qeesta feature è certamente una sfida tecnica, ma è cruciale rendere la vita più facile all'utente.

La seconda versione apporta molte nuove caratteristiche e rende Studio One una piccola grande arma di produzione di massa. Comunque, il programma è di gran lunga meno completo dei suoi competitor. Considerando che Studio One punta a diventare uno strumento più generalista, non sarai troppo sorpreso dalla mancanza di uno step sequencer come in Fruity Loops (dedicato alle produzioni electro e hip-hop), un sistema di arrangiamento real-time come in Ableton Live, o Mainstage tipo Logic-like. Non rimarrai neanche sgomento per la mancaza di feature speciali che plasmano l'identità dei maggiori sequencer:  nessun edotor logico tipo Cubase, macoro o VST expression, nessun ammbiente tipo Logic, nessun linguaggio CAL tipo Sonar, nessuno script o skin tipo Reaper, etc.,  D'altro canto , la mancanza di altre caratteristiche più comuni è molto più deludente: 

  • Niente editor di partitura

  • Niente supporto multichannel 

  • Nessun OMF import/export (anche se puoi usare OpenTL e il Cubase Track Archive, che interessa tutti gli utenti Cubase)

Abbiamo chiesto  al  "Profeta della Tecnologia" Rodney Orpheus il perché queste feature mancanti quando l'abbiamo incontrato al SAE di Parigi. Ci ha spiegato che se Studio One avesse avuto bisogno di sviluppare il surround l'avrebbe fatto molto tempo fa, visto che una parte del team di sviluppo aveva lavorato precedentemente su Nuendo di Steinberhg. Ma Studio One è un sequencer 'music-oriented' — non è né per le produzioni broadcast né per le produzioni AV. E' solo per la musica! Questa filosofia spiega la mancanza di supporto multichannel. E non aspettatevi che in futuro cambi visto che è una decisione strategica.

Per quanto riguarda l'editor della partitura, Rodney ci ha detto che questa feature potrebbe essere aggiunta, anche solo integrando un programma software 'third-party'  — prendi Melodyne per esempio. L'obiettivo non è quello di re-inventare la ruota. E considerando il grande carico di lavoro necessaria a sviluppare un editor del genere, e facile capire che PreSonus ha deciso di focalizzare i propri sforzi su altre caratteristiche...

Come per ogni desiderio, tutto è possibile. Il team di sviluppo è sempre pronto ad ascoltare la comunità... Comunque, una cosa è certa: le fondamenta di  Studio One sono la praticità e la semplicità. E questa è la sfida per il futuro: come aggiungere nuove feature senza rendere il programma meno user-friendly?

Conclusione

L'unica conclusione possibile è: ottimo! Con questa seconda versione, Studio One centra il bersaglio e potrebbe agitare il quieto mercato delle Digital Audio Workstation. E' vero che Studio One non fa nulla che i competitor non possano fare, ma spesso lo fa meglio (ovvero: più semplicemente) mantenendosi più stabile e affidabile (non un singolo crash nei due mesi che abbiamo impiegato a testare il prodotto). E questa facilità di utilizzo ha davvero un enorme impatto sulla creatività dell'utente perché accorcia lo spazio che separa l'idea dalla realizzazione - tutto quanto scorre. Puoi concentrarti su ciò che devi fare , invece di pensare al come. Quando vuoi creare della musica, è un classico spendere metà del tempo su inutili routing di segnale e impostazioni di ricerca nel menù Questo è il problema principale che gli sviluppatori di PreSonus hanno cercato di affrontare—  e gli altri produttori dovranno farci i conti se non vogliono perdere altri clienti. Senza menzionare il grande valore aggiunto dal'integrazione di Melodyne dentro Studio One, con il quale nessun confronto può aver senso visto la povera qualità degli algoritmi sviluppati dai suo i competitor...

Al di là di queste feature essenziali, abbiamo apprezzato anche la devozione allo sviluppo di un sequencer moderno: eccellente l'integrazione di SoundCloud, lo sharing delle risorse utente, etc. C'è di sicuro ancora molta strada da fare. Devono essere aggiunte ancora alcune caratteristiche (specialmente il supporto OMF o qualsiasi altra soluzione che renda più semplice scambiare file con altri sequencer) e Studio One può essere migliorato da diversi punti di vista, ma PreSonus è sulla buona strada.

Ora parliamo del prezzo, abbastanza aggressivo, che va da $49 a $319, a seconda della versione. Nel tentativo di venire incontro a qualsiasi budget, le versioni omettono diverse feature. Di fondo, la principale differenza tra la versione Artist e Producer è che la primo non supporta plug-in 'third-party o file MP3. Inoltre i banchi sonori sono differenti. La versione Pro include molte più caratteristiche della versione Producer: molti plug-ins (Open Air, IR-Maker, Multiband Dynamics), effetti con hardware esterno supportati grazie al plug-in Pipeline, integrazione Soundcloud, supporto Quicktime video format, 64-bit processing, e specialmente la sezione di mastering del programma, oltre a Melodyne Essentials (fornito come 'trial version' delle Artist e Producer) e il pacchetto completo Komplete Elements

Considerando che Melodyne Essentials e Komplete Elements sono venduti  a $150, la versione Pro ha certamente il miglior rapporto qualità prezzo. Per quel che mi riguarda non sono davvero sicuro che un range così ampio di prodotti sia così utile: la versione "Artist" senza l'integrazione SoundCloud o MP3 o suporto plug-in 'third-party' sembra essere un po' scarsina. Credo sarebbe stato meglio avere due uniche versioni: Producer e Pro... Comunque, ti suggerisco di comprare la versione Pro. Risparmierai tempo e denaro.

E se sei indeciso, tra tutti gli altri sequencer, ti raccomando di scaricare la versione demo dal sito PreSonus e provarlo. Confrontalo con la versione trial dei prodotti competitor — se sono disponibili — e fatti un 'opinione. Alcuni prodotti attireranno la tua attenzione grazie ai loro pacchetti effect/instrument (Sonar, Samplitude), altri per il loro incredibile rapporto qualità/prezzo (Reaper p.e.). Comunque, sono abbastanza sicuro che Studio One ti convincerà non appena smetterai di leggere questa recensione e comincerai a usarlo.

2012 Best Product Award
Pros Cons
  • Pratico e semplice
  • Stabilità (non un solo crash in due mesi)
  • Rapporto qualità prezzo eccellente
  • Eccellente integrazione Melodyne
  • Eccellente integrazione SoundCloud
  • Buonissima funzione 'freeze'
  • Assemblaggio tracce
  • Funzioni 'audio quantize' e 'groove extraction'
  • FX inserts nei clips
  • Facile gestione del routing tramite Folder Tracks
  • Track List, che rende più facile sfogliare file nei progetti complessi e creare tracce MIDI
  • Nuovi indicatori nella sezione di mastering
  • DDP support
  • OpenAir e IR-Maker
  • Ampire rivisitato
  • Formato Music Loop aggiornato
  • Sharing delle risorse tra gli utenti
  • Melodyne Essential e Komplete Elements forniti nella versione Pro
  • Alcuni font sono molto piccoli
  • Speravamo che la GUI fosse personalizzabile (macros, shortcuts, skins, etc.)
  • Nessun supporto OMF
  • Nessun de-esser né Transient Designer, migliorabile il pacchetto strumenti sia nelle versioni Artist che Producer (Komplete Elements mancante)
  • Sia la versione Artist che la Producer potrebbe essere rimpiazzata da una versione da $149 con MP3 e supporto SoundCloud ...
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