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Microfoni: come scegliere

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Al di là del’utilizzo che ne possono fare i professionisti del settore, con la proliferazione degli homestudio, scegliere il microfono giusto sembra essere diventato anche l’obbiettivo di amatori e principianti. Queta scelta dovrebbe dipendere, ovviamente, dall’utilizzo che di quel microfono vogliamo fare, ma anche dai nostri gusti personali. In questo articolo tratteremo dell’utilizzo delle due principali categorie di microfoni: i microfoni dinamici e i microfoni con condensatore.

Tipi di microfono

Figure 2


Signal, 5.Audio Signal

 

Microfoni dinamici

Questi microfoni di solito  hanno un design e un tipo di progettazione che li rende più robusti, infatti spesso sono usati nei live. Sono anche più economici e resistenti all’umidità.

I microfoni dinamici utilizzano un diaframma attaccato a una bobina piazzata nel campo magnetico di un magnete permanente. Una variazione di pressione sul diaframma porterà la bobina a generare una variazione di corrente elettrica che a quel punto dovrà essere amplificata. Visto che è necessario attaccare la bobina direttamente al diaframma, i microfoni dinamici tendono ad avere diaframmi molto più sottili dei microfoni con condensatore. Per questo motivo, le registrazioni sono meno precise e sono meno sensibili alle alte frequenze che i microfoni a condensatore. Tra i modelli più popolari, lo Shure SM57 e lo Shure  SM58.

I microfoni dinamici di solito non hanno bisogno di essere alimentati per funzionare (al contrario dei microfoni a condensatore).

 

 

Signal reverse

1.Sound Waves, 2.Diaphragm, 3.Metal Plate, 4.Battery, 5.Audio Signal

Microfono a condensatore (o capacitivo)

Conosciuto anche come ‘capacitor’ o microfono elettrostatico  questo tipo di microfono raccoglie il suono grazie a un sottile diaframma flessibile, posizionato vicino a una placca di metallo (a differenza del sistema diaframma/bobina utilizzato dai microfoni dinamici).

I microfoni a condensatore possono spaziare dagli  economici microfoni da Karaoke, fino a quelli ultra professionali. Solitamente producono segnali di alta qualità, sono sensibili alla distanza e alle alte frequenze. Per questo motivo sono spesso utilizzati per le registrazioni in studio.

Essendo più sofisticati e più difficili da produrre, i microfoni a condensatore di altà qualità sono piuttosto costosi. Sono ideali per registrare la voce, le chitarre acustiche, il piano, gli strumenti orchestrali e gli effetti sonori. I modelli più famosi sono, il Neumann U47 o l’AKG 414.

 

“Phantom Power”

I microfoni con condensatore hanno bisogno di una sorgente di alimentazione, che può essere fornita, sia dall’ingresso del microfono (phantom power) che da una piccola batteria. Il tipo più comune di phantom power è il +48v DC. Il phantom power viene utilizzato per caricare il diaframma e la placca e anche per alimentare un piccolo amplificatore che aumenta la corrente generata dal movimento del diaframma. La Phantom power è spesso integrata nei mixer, nei preamplificatori per microfono e in altri dispositivi simili.

Microfoni a nastro (Ribbon)

I microfoni a nastro (o microfoni ribbon) sono un tipo di microfono dinamico. Utilizzano un fiocco di metallo molto sottile, sospeso tra i due poli di un magnete potente. Il suono provoca il movimento del fiocco che, a sua volta, crea una corrente indotta. Il voltaggio in uscita dei microfoni a nastro più vecchi è molto più basso dei microfoni dinamici, così viene utilizzato  un trasformatore per aumentare il voltaggio e l’impedenza in uscita. I microfoni a nastro più moderni evitano questo problema utilizzando magneti  più sensibili e trasformatori più efficienti. Questi microfoni di solito sono bidirezionali (vedi sotto). Tra i modelli classici l’RCA 44 e 77, così come i microfoni Royer.

 

“Pick-up/Polar pattern”

Cone la definizione “pick-up (or Polar) pattern”, ci si riferisce alla direzionalità del microfono, indicando le aree dalle quali cattura il suono. Ovvero, quanto è sensibile alle varie fonti sonore provenienti dall’ambiente esterno rispetto al suo asse centrale. E’ importante scegliere la direzionalità più adatta al tipo di registrazioni che si stanno effettuando, si potrebbero registrare altrimenti fonti sonore che non interessano o perdere informazioni di cui  si aveva bisogno.

“Omni Pattern”

Questo è il pattern più essenziale. Teoricamente ha una sensibilità a 360°. Ideale per gruppi vocali, effetti sonori, e ‘room ambiance’. Gli omni patterns sono sensibili alla pressione, e dunque meno sensibili al rumore del vento rispetto ai microfoni direzionali. Possono dare anche una maggiore sensazione di prossimita rispetto ai microfoni direzionali e dunque sono meno sensibili ai movimennti del cantante.

Figure 2Omni Pattern

Figure 2

Cardioid Pattern

“Cardioid Pattern”

Questo pattern, a forma di cuore, è il più comune tra i microfoni direzionali. La forma cardioide sta a significare la sua unidirezionalità, e dunque che la maggior parte del suono che raccoglie è quello che lo colpisce frontalmente. E’ usato per le situazioni di regitrazione più comuni o comunque tutte le volte che un suono deve essere registrato da una direzione principale. Dato che il retro non è sensibili agli stimoli posteriori al suo asse, viene spesso utilizzato nei live.

In questo modo microfoni dedicati a uno strumento non faranno rientrare fonti sonore diverse da quelle frontali e si riduce il rischio di feedback.

 

Figure 2

Hyper-Cardioid Pattern

“Hyper-cardioid”

questo schema è simile al precedente, ma con una direzionalità più elevata is similar to cardioid but with greater directionality. Ha un’area frontale tesa e sensibile e un minuscolo lobo posteriore per la retro-sensibilità.

 

Figure 2

Micorofoni bidirezionali

Microfoni bidirezionali

Questi microfoni (chiamati anche bi-direzionali) ricevono il suono sia frontalmente che posteriormente, ma non lateralmente. Questi microfoni sono ideali per registrare armonie di due vocalist, duetti o interviste faccia faccia con un solo microfono.

Altre considerazioni

Fig.1: A Typical Frequency Response Chart Signall

 

Sensibilità di frequenza

Questo scheme illustra la sensibilità del microfono alle diverse frquenze. Caratteristica ccomune dei microfoni è quella di amplificare alcune frequenze e attenuarne altre. La ‘frequency response chart’ mostra come un particolare microfono risponde a particolari frequenze.

L’asse delle ascisse mostra le frequenze in Hertz, quello delle ordinate la reazione in decibels. Naturalmente l’innalzamennto della curva è da interpretare come un’esagerazione di quel valore, l’abbassamento, come un’attenuazione. Una curva completamente piatta, significherebbe la totale uguaglianza di risposta del microfono a tutte le frequenze. Ma in realtà una curva di risposta completamente piatta non esiste, e anche il microfono migliore ha qualche grado di variazione. Deve essere anche sottolineato che spesso il microfono viene specificatamente scelto per la specifica risposta di frequenza. Per esempio, un microfono con risposta di frequenza adatto alla voce umana sarà una buona scelta per registrazioni in un ambiente con  rumore di fondo a bassa frequenza.

 

Valore di “Self Noise”

Questo tipo di misurazione indica il punto più basso dello spettro dinamico di un microfono. Sarà importante quando si vorranno registrare suoni molto tenui o sommessi. Fondamentalmete più il numero è basso, meglio è.

 

Valore  di “Maximum SPL (Sound Pressure Level)”

Questo è il massimo livello di pressione che un microfono può sostenere. Qui, più il numero è alto meglio è. Ma bisogna sotolineare anche che i micorfoni con l’indice SPLs più alto, hanno anche un indice self noise più alto.

 

Sensibilità

Indica quanto fedelmente il microfono converte la pressione sonora in voltaggio di uscita. Più alto è il numero, maggiore è la sensibilità. Un microfono altamente sensibile produce più output e dunque ha bisogno di meno amplificazione dopo. Deve essere sottolineato comunque, che una sensibilità più alta non rende necessariamente un microfono migliore di un altro.


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