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Usare un mixer in sala prove

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Prima di essere pronto per arene e stadi (dove avresti comunque a tua disposizione una squadra di navigati tecnici del suono) hai bisogno di fare pratica e di passare ore in sala prove. E per provare bene, avrai bisogno di farlo nelle giuste condizioni, dovrai essere in grado insomma di sentire tutti e di essere sentito. Dovrai imparare a regolare e controllare i livelli sonori della performance. Insomma dovrai imparare ad usare un mixer!

Introduzione

Prima di essere pronto per arene e stadi (dove avresti comunque a tua disposizione una squadra di navigati tecnici del suono) hai bisogno di fare pratica e di passare ore in sala prove.  E per provare bene, avrai bisogno di farlo nelle giuste condizioni, dovrai essere in grado insomma di sentire tutti e di essere sentito. Dovrai imparare a regolare e controllare i livelli sonori della performance. Insomma dovrai imparare ad usare un mixer!

Anche se il metodo “garage”, in cui tutto quanto (microfoni e tastiere comprese) viene collegato a tutto volume nell’unico amplificatore per chitarra disponibile, è servita a parecchi musicisti per cominciare, forse sarebbe il caso di progredire verso livelli un po’ più professionali. Le sale prova hanno impianti professionali che ti permettono di sentire tutto senza spaccarti le orecchie. E’ possibile ottenere lo stesso risultato a un prezzo contenuto anche a casa propria.

Di quanti input ho bisogno?

Plan de groupe

Fig.1
La nostra band “esempio”. Ci sono tre cantanti, un sassofono, batteria elettronica e  tastiere. Quattro microfoni e e cinque ingressi da sorgenti sonore. Sono mostrati solo gli ingresssi.

La prima questione consiste nel decidere se tutti gli strumenti verranno mandati nell’impianto, o se verrà utilizzata un’amplificazione live “ibrida”, con impianto dove è necessario (solitamente voce, tastiere e chitarre acustiche) più amplificatori esclusi dall’impianto (chitarra e basso) e batteria non amplificata. In molti casi, per carenza di strumenti, viene scelta la seconda opzione, a costo di un sound-check più impegnativo… Devi cercare di ottenere il massimo dagli strumenti che hai a disposizione. I cantanti certamente sono i primi nella lista a ad entrare nel l’mpianto, così come tastiere e strumenti a fiato. Diciamo che chitarre e batteria non utilizzano l’impianto.

La Fig. 1 mostra una band con: 2 chitarre-voce, un altro cantante, un bassista, un tastierista con due strumenti, un sassofonista e un batterista con batteria elettrica. Avranno bisogno di un mixer di almeno otto canali (sempre che le tastiere utilizzino una connessione “mono” )… Quando scegli un mixer devi sceglierne uno che abbia almeno un terzo in più dei canali che solitamente usi. In questo caso un mixer da dodici canali sarebbe un  investimento minimo e un mixer da sedici  canali un ragionevole investimento per il futuro! Potrebbe sembrare esagerato… ma le cose incominceranno a farsi complicate se altri musicisti si uniranno alla band o se avrai bisogno, per concerti in luoghi particolarmente ampi,  di connettere all’impianto anche gli amplificatori di basso e chitarra.

Quanti output?

La scelta tra i mixer a 16 entrate è abbastanza ampia e non sarà così difficile trovare quello giusto per le tue esigenze. comunque dovrai decidere di quate uscite hai bisogno. un paio di uscite stereo ovviamente sono il minimo. Ma il cantante sicuramente apprezzerà il fatto di disporre di un monitor, lo stesso per il batterista, la cui batteria elettrica non amplificata non potrà essere sentita bene senza una amplificazione dedicata. iIl tastierita probabilmente non disprezzerebbe un monitor tutto per sé. Se poi desiderassi aggiungere qualche effetto alla voce, sarebbe una buona idea trovare una console con un uscita ausiliaria, post-fader. Per riassumere:  un’uscita stereo principale, almeno due monitor indipendenti (anche se la soluzione ideale sarebbe quella a  tre monitor), un aux out pre-fader e un aux out post-fader. Così sono 6 uscite che devono essere controllate dal tuo mixer.  Per illustrare questi esempi useremo un Yamaha MG166CX.  Questo piccolo mixer analogico ha 8 canali mono, sei dei quali hanno un piccolo compressore sull’input del “mic”, e quattro paia di input stereo, due dei quali attrezzati con un input XLR per “mics” e due con RCA inputs. C’è un “phantom power” selezionabile globale per i microfoni a condensatore o per le DI. Infine , il MG166CX ha anche  effetti digitali integratoi come  reverb, chorus, flanger, e delay. Disponibile con un medio budget di spesa, rackabile e leggero da trasportare, è uno dei mixer ideali per le prove.

Dove connettersi?

Entrée 1
Fig.2
Uno sguardo ravvicinato allo Yamaha. Da notare l’ingresso del microfono XLR “mic” e l’ingersso jack “line”, e dai canali 1 all’8, l’ingresso dinamico per collegare gli effetti dinamici.

 

 

 

 

 

 

 

 

Diamo un’occhiata più dettagliata alle connessioni del tuo equipaggiamento. I microfoni saranno ovviamente connessi negli input XLR dei canali. Quattro sorgenti “line” sources, useranno gli input “Jack” asimmettrici  inputs (Fig.2). Da notare che gli input dall’ 1 all’8, permettono di usare un effettiera esterna dinamica (compressor, limiter, noise-gate …). I canali 9/10 e il resto sono stereo (Fig.3). Potrai collegare la batteria elettronica, e perché no, la tastiera a uno di questi. Comunque La yamaha ha anche previsto la possibilità o necessità di aggiungere un microfono XLR aggiuntivo. Ma in questo caso il canale “stereo” diventa”mono”! Lo Yamaha MG166 non è un”reale” 16 canali, ma … un mixer da  12 canali  + 4-canali line-level. Dovrai tenere in considerazione questo quando farai la tua scelta!

 

Entrée 2
Fig.3
Ingressi stereo. Canali 9/10, e 11/12 sono per connettere equipaggiamento stereo, o utilizzando un microfono XLR (solo sul 9 e 11). I canali 13/14 e 15/16, anch’essi stereo, non hanno ingressi XLR, ma gli ingressi jack sono raddoppiati con ingressi RCA. Da notare anche che il “2 track in”, permette la connessione di una sorgente aggiuntiva direttamente nel mix bus ma senza alcuna possibilità di settaggio.

Non c’è  un particolare ordine nel cablare gli strumenti visto che i canali sono intercambiabili. Ma di solito in un live setting, è abbastanza convenzionalepartire da sinistra a destra, amplificazione della batteria, basso, chitarra, e poi tutti gli altri a seconda della disposizione sul palco, per rendere più facile ai tecnici  sapere “cosa” è, e “dove”. Ma nelle prove questo non serve a nulla. In quel caso tutti i canali sono identici. Sarebbe probabilmente più saggio tenere i canali con compressione  per i cantanti e perchè no, per la batteria, tramite “line” o XLR (Fig.4). In quest’ultimo caso , avrai bisogno di usare due DI con la funzione di bilanciare il segnale, adattare l’impedenza, e combinare il livelli (Fig.5), come abbiamo fatto, alla fine dell’esempio per le uscite della tastiera .  Nel caso della sala prove, dove cavi e lunghezza cavi sono sempre abbastanza limitati, l’uso di una DI non è necessario e può essere visto come un lusso. Comunque in caso di problemi di  brusio,  “humming” e ronzio la piccola  “scatoletta magica” probabilmente risovlerà il problema …

connectique entrée
Fig.4
Connessione degli strumenti (inputs). Le sorgenti “strumentali” sono connesse tramite jack  ai line inputs.
Boite de direct
Fig.5
Una “direct box” (DI) è una piccola scatola utilizzata per adattare una linea ad alta impedenza non bilanciata con una linea di microfono milancaiato con bassa impedenza.. Da un puntio di vista puramente “pratico”, un  “direct box” adatta un (line level) jack output di uno strumento all’ingresso XLR (mic level) del mixer. Il suo utilizzo sul palco evita essenzialmente il disturbo e i rumori di fondo dovuti alla lunghezza del cavo. Nelle prove può essere considerato un lusso…

I monitor

Gestion auxiliaires
Fig.6
Estratto dal diagramma “Block and Level”. Due ausiliari (aux) sono direttamente accessibili (il terzo è assegnati agli effetti integrati). Il primo è un pre-fader, il secondo è un pre o post selezionabile.
Auxiliaires
Fig.8
Lo switch pre/post degli ausiliari deve essere su ”pre” per essere usato con i monotors.

Il numero degli output necessari nel nostro esempio sono cinque o sei, come detto prima: due stereo output e tre circuiti monitor, ma c’è un problema… il mixer ha solo du ausiliari (Fig.6). D’altro lato ha anche un multi-effetto integrato. il primo aux è sistematicamente pre-fader e il secondo è selezionabile, pre o post. Noi dunque dovremmo selezionarlo come pre-fader. Visto che ci servono tre monitor, sarebbe saggio combinarne due. La cosa più saggia da fare sarebbe probabilmente raggruppare tastiere e batteria mantenere il monitor della voce isolato. (Fig.7). Le uscite stereo del mixer sono doppie, XLR o jack. Data la breve distanza da coprire in sala prova perconnettere, mixer e amp, la connessione potrà essere semplicemente fata utilizzando jack. Per i monitor, connetti i due input dell’amplificatore o di ciascuna cassa preamplificata all’”Aux Send” 1 e 2, e non dimenticare di selezionare aux 2 sul pre-fader (Fig.8). Se è proprio necessario separare i monitor drum e tastiera, c’è un’alternativa, meno “pro” ma più funzionale: puoi usare un gruppo per i monitor dopo aver allocato i canali sul “gruppo 1″ bus per esempio(Fig.9). Non sarà possibile, in questo caso, mixare i livelli di traccia del gruppo. Ultima soluzione: puoi usare le uscite monitor, controllate da una manopola e tramite le quali, ancora, il “mix” e lo stesso mandato nel “main” mix….

 

 

Retours
Fig.7
Tastiere e monitor di batteria saranno collegati allo stesso canale, e il monitor vocale sarà isolato.
Affectation bus
Fig.9
Puoi, entro certi limiti, utilizzare le uscite “groups” per utilizzarle come uscite per i monitor. Devi assegnare i canali al gruppo con lo switch giusto. Il livello di uscita de imonitori sarà regolato con il “groups” out fader.
Connectique sorties
Fig. 10a
Connessioni degli output. Sono tutti fatti tramite connesione jack. Da notare la mandata al terzo monitor che viene da un gruppo.
Sorties console
Fig.10b

 

Effetti

Multieffet

 

Fig.11
Il multi effetto integrato del mixer. La grossa rotella ti permette sidi scegliere gli effetti, mentre il bottone bianco ti permette di regolare i pearametri degli effetti. Puoi anche assegnare gli affetti agli ausiliari: i cantanti portebbero apprezzarlo…

 

Il MG166CX ha un multi-effetto, che dispone di 16 preset corrispondenti a tutti i bisogni fondamentali (Fig.11). Si può vedere sul fondo del mixer una specie di canale aggiuntivo chiamato Effect Return. Quella degli effetti infatti sembra una normale striscia di canali con un fader e degli  switches, e con in cima c’è il settaggio dei parametri . Ci sono 8 programmi di riverbero che poossono essere applicati alle sorgenti connesse al mixer. Le voci dei tre cantanti potranno sicurmaente attingere a questa funzione. Ogni canale ha un send attraverso l’effetto posizionato sotto l’aux e riconoscibile da una manopola bianca. (Fig.12). Il settaggio di queato tasto specificherà il carico di segnale mandato all’effetto che riceve la somma di tutti i “sends” di ciascun canale. Il fader mixerà  gli effetti (dopo aver porocessato tutte le tracks assegante) nell’output principale. Questo è pratico per il reverb, dato che puoi processare globalmente le  voci, ma pericoloso quando vogliamo usare un flanger, auto-wha o distorsione che è meglio preservare per i singoli strumenti… Doverebbe anche essere notato che il reverb può essere mandato ai monitor, grazie agli aux 1 e 2  mandati negli effetti del canale. I cantanti lo apprezzeranno, dato che ascoltare le proprie voce con riverbero, nella maggior parte dei casi fa un ottimo effetto….

compresseur
Fig.13
Il compressore. Sarebbe difficile trovarne uno più essenziale! una rotella singola per i canli dall’1 al 6. Attraverso la monopola si regola il parametro della ratio mentre la regolazione del gain uin uscita è automatica, questo è tutto!

Départ effet
Fig.12
Ogni canale ha una regolazione del livello degli effetti (sotto gli aux) che determina quanto segnale viene mandato al multi-effetto del mixer.

L’uso del compressore (Fig.13) sarà indicato per le voci. Questo compressore non sarà “il compressore

 

Correcteurs

 

 

Fig.14
L’EQ a tre bande sul mixer. I Medi sono semi-parametrici (frequenza & gain) e ti permettono di dare una regolata al timbro vocale.

definitivo”, ma potrebbe insegnarti a utilizzarne uno. La ratio è fissa, e il singolo potenziometro regola contemporaneamente gain e treshold. Avrai bisogno di fare diversi test, tutto dipende dallo stile del gruppo: le regolazioni non saranno le stesse se fai  lounge music o trash metal …  Potrebbe anche essere interessanti applicare la compressione sulla batteria elettrica, il che spiega perchè abbiamo connesso i canali 1 e 2 . Comunque non dimenticare di pannerizzare agli estremi in modo da ver un buona immagine stereo.

I canali “mono” hanno un equalizzatore a tre bande, con un mid semi paramertrico(Fig.14). Può essere interessante per sviluppare il timbro del cantante e ridefinire il suono di sassofono. Ma sta attento! Qui si parla di “correggere”, non di “equalizzare”! Questo significa che il loro utilizzo dovrebbe essere limitato alla compensazione di un cattivo microfono, non a quella di un cattivo cantante! Insomma è possibile con questi equalizzatori soltanto ridurre i medi-bassi.

Appunti e trucchetti

2 tracks
Fig.15
Il settaggio del “2 tracks In” ti permette di connetterti tramite RCA, con  cd player o con qualsiasi altra sorgente sonora.

Abbiamo descritto una situazione “normale” di utilizzo del mixer. Ma … una sala prove potrebbe, in certi casi, avere anche altri bisogni. Primo possibile scenario: l’arrivo improvviso di nuovi musicisti: certamente avrai bisogno di connettere nuovi strumenti alla “line” inputs del canale 13 e agli altri canali liberi. Se non ci sono più canali liberi, due linee aggiuntive segrete sono disponibili: uno stereo return, con mandata al mix o ad entrambi gli ausiliari, che non ha settaggi, e la  “2 tracks in” (Fig.15)  che entra nel mixer tramite RCA connectors, che funge da ingresso stereo.  Per esempio puoi connettere DJ hardware o strumenti stereo utilizzando adattatori jack/RCA.

Sélecteur
Fig.16
Il selettore del canale.Il routing viene fatto sia da un canale  ”even” (right), che da  un canale “odd” (left). Pannerizzando completamente un lato o l’altro, puoi escludere uno dei due.

 

E se la prova avesse avuto successo e tu volessi improvvisare una registrazione per la prossima prova? Se, come in questi casi, il mixer ha una  connessione Record Out , non c’è problema. Puoi registrare il main Mix in stereo connettendo tramite RCA connectors, un Mini-Disc, un CD recorder o direttamente una scheda sonora. Se hai optato per la 166-USB, potresti collegare direttamente il mixer a una delle tue porte USB e registrare direttemente in Cubase 4! Naturalmente, a patto di posizionare e collegare un paio di microfoni addizionali panoramici, per captare il suono globale, anche di quegli strumenti (chitarra e basso) che non sono direttamente collegati al mixer, oppure potresti registrarli dopo separatemente. In quest’ultimo caso , sarebbe meglio usare una DI  sul basso tra strumento e amplificatore da un alto e il mixer dall’altro, piuttosto che usare un microfono. Attenzione: se utilizzerai i microfoni bisognerà abbassare al minimo indispensabile  il volume dei microfoni per non farli andare in feedback.

Ok, ma … La scheda audio ha otto input e ti piacerebbe registrare tutto allo stesso tempo!  … C’è un trucchetto che probabilmente potrebbe far impallidire i tecnici professionali, ma che in sala prova …  si fa quel che si può!
Se si accceta di ridurre il monitoring e di non usare gli effetti che possono essere aggiunti sul computer, puoi avere esattemente otto uscite! I quattro gruppi sono selezionabili tramite switches (fig.16) e si può, con il panning, scegliere di girare il segnale in un uscita singola. L’uscita principale  si comporterà allo stesso modo, così ce ne sono due in più! Potresti, usare il bus utilizzato dagli effetti: inserendo un jack nel connettore degli effetti (Fig.10), si bypassa il multi effettto interno  e puoi usare questa uscita per mandare il segnale. Sarà una  post-fader send, ma, appunto “si fa quel che si può”! Questa è una in più!… Poi puoi utilizzare i due  pre-fader sends per ottenere le tue otto uscite. Sono tutte completamente autonome e ti permettereanno di registrare 8 tracce contemporaneamente. E quasi facile come usare un mixer con una scheda FireWire … Ma questa è un’altra storia …

Anche se l’equipaggiamento di un concerto o di una sala prove non  è lo stesso, è importante che tutto si senta bene! Naturalmente una buona prova non è necessariamente quella in cui suona il più forte possibile. Sarebbe saggio prepararsi un minimo per evitare di sprecare tempo in futuro. Potrebbe non essere un buon affare, senza aver pianificato un minimo l’utilizzo dell’impianto,  provare in una saletta prove dove il tempo è denaro, e ci sono di solito persone che aspettano per occupeare la tua stanza. Così pensare in anticipo come utilizzare la propria attezzatura, anche se  non si stanno facendo cose così convenzionali: non aspettare l’ultimo momento per conoscere la tua attrezzatura!


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