Molti produttori cominciano con un beat all’inizio del processo di scrittura. Certamente essenziale in alcuni generi, può essere un ostacolo componendo musica nella maggior parte degli altri generi, dato che la maggior parte delle composizioni musicali si fonderà su un pattern di percussioni, derivato dall’arrangiamento e dalle altre tracce. Se si ascolta bene la propria musica popolare preferita, si vedrà che sono gli altri elementi della canzone, ad esempio la melodia, un bassline attivo o cambiamenti di accordi improvvisi, ad eccitare maggiormente l’ascoltatore, e gli elementi ritmici come tamburi e percussioni servono solo a rafforzare il resto della composizione.
Come detto prima, è consigliabile avere già chiari gli elementi base della canzone, con la melodia principale e la linea di basso. Una volta che questi sono definiti, è possibile iniziare a sistemare la traccia ritmica. A questo punto, bisogna impostare il sequencer sulla modalità loop e cominciare a mettere insieme gli elementi ritimici. Solitamente la cassa è un buon punto di partenza, visto che generalmente si allinea con il basso. Dopo di che, è possibile iniziare ad aggiungere il tuo downbeat, che, a seconda del genere e dello stile del brano, può essere un suono di rullante, una bacchetta ’sidestick’ o qualsiasi altro tipo di campione. Puoi utilizzare la funzione ‘quantize’.
Dopo aver creato e sistemato il il beat di cassa e rullante, è il momento di fare un paio di cose. In primo luogo, se la traccia è già quantizzata, è possibile modificare i tempi del cassa e il Rullante (a seconda del genere) affinché non cadano esattamente sul battito o levare esatto, ma appena un po’ prima o un po’ dopo, come farebbe un batterista reale. Tutti abbiamo sentito i beat “inscatolati” preprogrammati da tastiere giocattolo, e nessuno vuole sentire questo! Dopo, sentitevi liberi di aggiungere alcuni elementi percussivi come piatti o hi-hat. Qualcosa di divertente da fare per aggiungere ‘human touch’ potrebbe anche essere quella di non quantizzare, per maggiore realismo.
Una volta che sono state aggiunti elementi ritmici, è possibile dare ulteriore tensione alla vostra drum track con overdubbing sul motivo principale del rullante aggiungendo “ghost notes”, piccole note MIDI che danno l’impressione di riverbero o riflessione sul pattern di percussioni e inducono l’ulteriore illusione di ascoltare un batterista reale che stia suonando sulla tua canzone. Un altro modo di enfatizzare la batteria consiste nel sovrapporre un’altra nota MIDI al suono del colpo di rullante, come ad aggiungere un flange artificiale, grazie alla natura stessa del MIDI timing. Anche spezzare i pattern aggiungendo fill nelle transizioni, può servire a ravvivare la sequenza ritmica.
Ora puoi incomincaire a far suonare le tue tracce ritmiche insieme al resto delle tue tracce. Se stai facendo musica con un particolare profilo dance, sentiti pure libero di aggiungere percussioni. Ma ricorda che i batteristi hanno solo due braccia e due gambe: non esagerare con gli strumenti se il realismo è il tuo obiettivo. Le batterie possno stare ben amalgamate nel mix o in primo piano, dipende dal genere. Non abusare di reverb e delay, visto che hanno la tendenza di ammorbidire i transient che rendono i pattern di batteria così eccitanti. Buona fortuna!
Ora ci sono una grande varità di opzioni per portare queste tracce ad un livello superiore. Gli ascoltatori non dovrebbero mai pensare al ritmo della canzone, dovrebbero sentirlo. Ricordati di non sporcare le tue tracce con troppi elementi. Le workstation digitali hanno un potenziale di centinaia di tracce percussive. Ma biognerebbe sempre ricordarsi di lasciare che il ritmo deve essere al servizio della canzone. Se sfilando tutti gli elemnti ritmici la traccia mantiene la sua carica emotiva, alllora sei sulla strada giusta.